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Ticino
'Il confronto pro o contro Bignasca è un atto irresponsabile'
Redazione
16 anni fa
Queste le parole di Fulvio Pezzati, presidente della Commissione cantonale per l’integrazione, sui fatti di Riva e Lugano

“Questi atti sono sicuramente da condannare e stigmatizzare, però è opportuno inquadrare la questione nel contesto particolare”. Queste sono le parole di Fulvio Pezzati, presidente della Commissione cantonale per l’integrazione degli stranieri e la lotta contro il razzismo in merito alle scritte ingiuriose contro Giuliano Bignasca apparse stamattina a Riva San Vitale e a Lugano. E prosegue: “Da almeno 2 anni abbiamo segnalato una pericolosa crescita del discorso razzista in Ticino, evidenziando il rischio che prima o poi potessero accadere episodi concreti. In effetti negli ultimi anni, a più riprese, ci sono state sparatorie nei confronti delle carovane dei nomadi per le quali nessuna inchiesta ha finora prodotto il minimo risultato”. Per Pezzati inoltre “Le nostre segnalazioni sono state accolte con una certa compiacenza, hanno suscitato scarso interesse o qualche intervento più che altro di facciata, salvo poche eccezioni. Nel contempo sono continuati ad apparire articoli di stampa, titoli di giornali, interventi politici dal contenuto preoccupante senza che la Magistratura abbia mai ritenuto di dover intervenire in modo deciso”. Sul caso specifico di questa mattina, il presidente della Commissione cantonale per l’integrazione osserva innanzitutto che l’ultima copertina del Mattino della domenica conteneva un chiaro richiamo ai campo di concentramento nazisti. “Segnando quindi un ulteriore escalation”, sottolinea. E ancora: “Sarebbe ora un grave errore, soprattutto da parte dei mass media, affrontare la questione in termini di confronto quasi sportivo. È invece auspicabile che finalmente tutta la società ticinese, la politica e i mass media diano prova di responsabilità onde evitare di trovarci confrontati con episodi ancora più spiacevoli. Il confronto pro o contro Bignasca che i media potrebbero essere tentati di sviluppare sarebbe un atto altamente irresponsabile. I media non possono chiamarsi fuori giocando a una pseudo neutralità con l’abituale gioco del dare voce ora a uno e ora all’altro pensando così di aver rispettato il proprio mandato professionale”.

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