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Carburante
Il comparatore di prezzi della benzina compie un anno: "Un importante aiuto per risparmiare"
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
3 anni fa
L'applicazione del TCS è stata utilizzata da oltre 1,2 milioni di utenti, diventando la piattaforma informativa più utilizzata dagli automobilisti. Gonnella: "C'era un forte bisogno della popolazione di conoscere i prezzi".

Esattamente un anno fa il TCS ha lanciato il comparatore dei prezzi dei carburanti in un periodo in cui, come diretta conseguenza della guerra in Ucraina, i prezzi erano saliti alle stelle. Grazie alla segnalazione degli utenti, l'applicazione sviluppata dal TCS consente agli automobilisti di trovare la stazione di servizio più economica nelle vicinanze. Un modo per permettere alle famiglie di risparmiare e il bilancio che trae il club a un anno dal lancio è molto positivo: oltre 1,2 milioni di utenti hanno già utilizzato lo strumento per consultare i prezzi delle stazioni di servizio più vicine, diventando la piattaforma informativa più utilizzata dagli automobilisti. "I numeri confermano quanto fosse diffusa la necessità di avere una soluzione di questo tipo per poter risparmiare sul carburante", commenta il direttore generale del TCS Jürg Wittwer, citato nel comunicato del TCS. Anche il portavoce del TCS Massimo Gonnella, contattato da Ticinonews, ha confermato questa tendenza: "Tantissimi nostri soci ci chiedevano se c'era un modo per conoscere i prezzi. E la risposta all'applicazione è stata enorme. C'era un forte bisogno della popolazione di conoscere i prezzi delle pompe di benzina". 

Dati sempre aggiornati

I prezzi vengono registrati da più di 38’000 collaboratori attivi che ogni giorno confermano o correggono in media circa 15’000 informazioni sui prezzi per ogni tipo di carburante nelle quasi 4’000 stazioni di servizio registrate. Nel complesso quindi, in un solo anno, il comparatore dei prezzi dei carburanti ha registrato quasi 5 milioni di informazioni sui prezzi, garantendo così dati sempre aggiornati.

Forti fluttuazioni di prezzo

Nel corso del 2023 (fino a fine novembre) sono state registrate 31 variazioni di prezzo dei carburanti in tutta la Svizzera. "All’inizio dell’anno", scrive il TCS, "un litro di benzina senza piombo 95 costava in media CHF 1,78 in tutto il Paese. Con lievi oscillazioni, il prezzo è salito costantemente fino a CHF 1,95 al litro alla fine di agosto, per poi scendere a CHF 1,79 (dato aggiornato alla settimana scorsa). Anche per il diesel si era registrata già a inizio anno un prezzo elevato mai raggiunto prima, di 2,08 al litro. La differenza di prezzo di 30 centesimi rispetto alla benzina senza piombo 95 è dovuta principalmente alla versatilità del gasolio, in quanto si tratta di un prodotto simile all’olio da riscaldamento. Nell’inverno dell’anno precedente, quest’ultimo è stato utilizzato spesso anche in sostituzione del metano, che allora era scarso e costoso".

Le prospettive

Per quanto riguarda il futuro, il portavoce Massimo Gonnella non si sbilancia. "È difficile dirlo. Sono molti i fattori di geopolitica internazionale che entrano in conto. Un anno fa, con la guerra in Ucraina, i prezzi sono esplosi verso l'alto. La crisi in Medio Oriente ha inciso meno, ma in funzione dell'evoluzione di questa crisi potrebbe esserci un'oscillazione verso l'alto, anche se finora non si è riscontrato questo fenomeno".

Molti fattori influenzano gli aumenti dei prezzi

I prezzi del carburante sono determinati da diversi fattori, principalmente dalle quotazioni del mercato spot di Rotterdam, dal tasso di cambio del dollaro rispetto al franco svizzero e dalle tariffe di navigazione sul Reno. Ad essere all’origine degli aumenti sono i dati economici positivi dagli Stati Uniti o dalla Cina, le tensioni nel Medio Oriente o in altri Paesi produttori di petrolio, tagli ai volumi di produzione da parte dei Paesi OPEC, interruzioni delle catene di approvvigionamento dovute a influenze geopolitiche, scioperi nell’industria petrolifera o il basso livello delle acque del Reno. Possono invece avere un effetto depressivo sui prezzi i dati economici negativi dagli Stati Uniti o dalla Cina e un conseguente calo della domanda, la prospettiva di un aumento dei volumi di produzione, catene di approvvigionamento migliorate a seguito di un’interruzione, un eccesso di offerta sul mercato, un calo della domanda da parte dei Paesi industrializzati o i timori di un calo dei prezzi in borsa.