
Con grande rammarico l’Associazione "Sì alla scuola di tutti" prende atto della decisione popolare che respinge con un no la sperimentazione della riforma “La scuola che verrà”. "Alla base del progetto risiedeva la necessità di rinnovare la scuola dell’obbligo ticinese affinché essa potesse svolgere al meglio le sue funzioni e fornire ai giovani un’educazione che rispondesse alle loro esigenze individuali e a quelle di una società e di un mondo del lavoro in continua evoluzione".
"Abbiamo creduto e crediamo tutt’ora in questa riforma, la cui elaborazione non è stata certamente un’impresa facile, ma che alla fine ha saputo convincere la maggioranza del Parlamento e dei partiti. Per questo motivo, continueremo ad impegnarci affinché la scuola ticinese venga rinnovata il prima possibile. Le affermazioni ingannevoli e le critiche infondate riguardo a questo progetto non sono mancate, e ci dispiace che le nostre argomentazioni non siano state ritenute sufficientemente valide e convincenti", scrivono.
"Siamo comunque convinti che il dibattito durante la campagna abbia sollevato elementi di discussione per i lavori che seguiremo sulla riforma scolastica, la quale, come tutte le parti hanno concordato, si rivela urgente e necessaria", concludono.
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