
L'inchiesta sul delitto di Stabio è solo agli inizi. E rimangono ancora molti punti su cui fare chiarezza. Tuttavia secondo informazioni raccolte presso le forze dell'ordine da Radio 3i, il cognato non avrebbe soltanto ammesso l'occultamento del cadavere della giovane maestra, ma anche di averle tolto la vita. Seppur non con quale modalità (per questo si parla di parziale ammissione).
Gli inquirenti devono dunque fare chiarezza su alcuni punti. Ad esempio, ha commesso il crimine con un sacchetto o con altro? In questo saranno utili gli esami autoptici che potrebbero arrivare la settimana prossima dall'Italia.
Un altro quesito aperto è quello del movente. Perché il 42enne ha tolto la vita alla sorella della moglie? Anche qui il campo si stringe. Sempre stando a Radio 3i, le ipotesi al vaglio degli inquirenti sarebbero due. Da un lato si fa sempre più strada la questione economica. Alla base potrebbe esserci un'eredità, nel caso specifico sulla casa della famiglia di Stabio. Ma non si esclude anche un mix passionale. Sono parecchie le voci di conoscenti che dicono che il 42enne collaboratore informatico alla SUPSI avesse un rapporto stretto con la 35enne, che sarebbe sfociato in alcuni casi anche nella morbosità. Un altro aspetto sul quale occorre fare chiarezza.
Sentendo questa storia, a molti è venuto in mente un altro caso di cronaca simile avvenuto nel settembre 2010, quello che ha portato in carcere Marco Siciliano. Il punto comune sarebbe l'aver fatto credere ai famigliari che le vittime fossero in vita. In questa vicenda è stata scritta un'email mentre nel caso Siciliano venivano spediti degli sms. A quanto pare, grazie anche a questo messaggio di posta elettronica, gli inquirenti sono giunti al 42enne.
Dopo l'interrogatorio di Polizia, oggi toccherà alla procuratrice pubblica Pamela Pedretti ascoltare il 42enne, che per ora resta l'unico indiziato in un dramma ancora tutto da decifrare.
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