
«Un’occasione rara». Così Sofia Cereghetti, da febbraio responsabile del Wwf Svizzera italiana, descrive l’avventura che ha iniziato da pochi giorni, raccogliendo il testimone di Francesco Maggi, che concluderà il suo mandato a fine agosto in occasione del pensionamento. Si tratta, ci racconta, «di una carica di responsabilità per un’associazione di fama mondiale che opera attivamente sul territorio ticinese per la protezione della natura e del paesaggio». E una volta visto il concorso non ci ha pensato due volte a candidarsi.

Il clima nel sangue
Cereghetti, scriveva l’Associazione quando ha comunicato la sua nomina, «rafforza ulteriormente l’orientamento della sezione verso le sfide climatiche, in continuità con il lavoro già svolto sul territorio». Ma chi è la nuova responsabile? «Sono un’eterna curiosa, riflessiva e, spesso ma non sempre, amante delle sfide. Nata e cresciuta nel Mendrisiotto, poi espatriata nel Luganese». Una specialista in cambiamenti climatici «con un percorso universitario tra Svizzera e Danimarca e, a seguire, esperienze lavorative sul territorio ticinese».
La sfida verde
Oggi, assumere la responsabilità del Wwf Svizzera italiana «significa confrontarsi con sfide ambientali urgenti e concrete». Al timone dell’associazione da pochi giorni, Cereghetti ha trovato «una sezione accogliente e fervida, con colleghi e colleghe competenti e propositivi». I progetti in corso, ci spiega, «sono tanti, a volte frutto di processi lunghi e laboriosi che mostrano tutto l’impegno di chi mi precede. Cercherò di portarli avanti al meglio. Per il resto, si vedrà con il tempo».

Attualmente, però, la protezione del clima sembra passata in secondo piano: ‘l’onda verde’ del 2019 sembra essersi infranta, la piazza ha perso inerzia e i tagli ai bilanci dettano le agende pubbliche e private. Cosa fare, quindi, per far sì che clima, sostenibilità e protezione dell’ambiente tornino d’attualità? «‘l’onda verde’ che abbiamo visto prima della pandemia», risponde Cereghetti, «è stata per noi un importante motore, che ha riportato il tema del clima in primo piano a tutti i livelli politici, indipendentemente dai partiti. Ma le mobilitazioni popolari sono spesso passeggere, prendono altre forme. È normale. Sarebbe poco rassicurante avere ancora oggi delle piazze piene per il clima».
Obiettivi cantonali e nazionali
Ma come sempre, il bicchiere può essere anche mezzo pieno. «Più rassicurante è invece il processo di decarbonizzazione che l'’onda verde’ ha stimolato, un processo che è in corso con risultati positivi (energia solare in crescita, utenti del trasporto pubblico in aumento, diminuzione delle emissioni complessive della Svizzera) ma che ha i suoi tempi e si scontra con interessi economici forti e influenti. Bisogna continuare a lavorare in questa direzione, in particolare sul piano politico. Oggi tra le priorità a livello svizzero c’è la progressione verso l’obiettivo zero emissioni entro il 2050, mentre a livello cantonale sicuramente l’approvazione del Piano Energetico e Climatico».
Sfide a corto e lungo termine
Queste sono due delle priorità a livello nazionale e cantonale. Ma quali sono le priorità a breve e lungo termine della nuova responsabile? «Sul breve termine», continua Cereghetti, «vorrei dare più visibilità a quanto fatto finora dalla sezione. Il lavoro del Wwf nella Svizzera italiana merita maggiore riconoscimento e vorrei promuoverlo con un linguaggio più dinamico e incisivo, rivolto a tutte le generazioni». Sul lungo termine, invece, «vorrei potenziare le attività nell’ambito della mitigazione e dell’adattamento ai cambiamenti climatici. La sezione è già attiva a livello politico e con progetti sul territorio (riconoscimento Fossil free, Fondo clima Lugano sud...). L’obiettivo è che si profili come interlocutrice centrale».
Parola d’ordine comunicare
Per raggiungere questi obiettivi un ruolo centrale è rappresentato dalla comunicazione, anche sui canali più attuali come i social. Cereghetti, quando è stata presentata ai media, ha infatti parlato di volere una «comunicazione più incisiva dei progetti e delle azioni». L’intenzione «è quella di lavorare in primis sulle nostre pagine social, che oggi sono canali fondamentali per trasmettere informazioni e stimolare la partecipazione. Su queste piattaforme ci vuole una comunicazione ricca di contenuto e intrigante ma anche veloce da visualizzare. Per il resto, cercheremo di sfruttare al meglio i canali più ‘classici’ come giornali, televisioni o eventi, rivolti a coloro che intendono dedicare più tempo a informarsi. Anche qui, vogliamo portare all’attenzione i progetti sul territorio, con sguardo propositivo».
Si guarda anche all'8 marzo
L'8 marzo i cittadini svizzeri saranno chiamati alle urne per esprimersi su quattro temi (in Ticino saranno cinque ndr), tra questi l'iniziativa popolare «Per una politica energetica e climatica equa: investire per la prosperità, il lavoro e l’ambiente (Iniziativa per un fondo per il clima)». E la sezione regionale del Wwf, conclude Cereghetti, «si è attivata per sensibilizzare la popolazione sul tema». Ricordiamo che l'iniziativa chiede alla Confederazione «di destinare molti più mezzi alla lotta contro i cambiamenti climatici e le loro conseguenze».

