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Ticino
Il cinema svizzero post 9 febbraio
Redazione
12 anni fa
Il presidente Marco Solari parla delle conseguenze del voto e della situazione attuale del Festival del film di Locarno

A poco meno di due settimane dall'inizio del Festival del Film di Locarno - presentato ieri alla stampa - Radio 3iii ha approfittato per fare il punto della situazione sul cinema svizzero con il presidente Marco Solari. In particolare sulle conseguenze del voto sull'immigrazione di massa. Si perché il nostro paese è stato escluso dal programma di sostegno al settore audiovisivo europeo Media. Quali dunque le conseguenze dopo il 9 febbraio? 

"Ci sono ovviamente delle problematiche poiché avevamo una collaborazione intensa con Bruxelles. Con il programma Media avevamo parlato e convinto la Commissaria europea. Inizialmente era diffidente, poi dopo essere stata al Festival per tre giorni, è rimasta entusiasta. "È uno dei più bei Festival che abbiamo in Europa. Venite a Bruxelles che abbiamo un progetto interessante" aveva esclamato. Un progetto di diverse decine di migliaia di franchi per il quale Locarno poteva diventare un possibile intermediario per la produzione europea e gli Stati Uniti, ma che è stato accantonato proprio a causa del 9 febbraio". 

Nonostante queste difficoltà il Festival di Locarno è una grande macchina. Lei ha detto che ha raggiunto una velocità di crociera. Si può dunque stare tranquilli?

"No non siamo mai tranquilli. Siamo arrivati dove volevamo arrivare, ma la situazione del festival, come quasi tutte le manifestazioni culturali, è estremamente provvisoria. In questo momento siamo tranquilli dal lato artistico, tecnico e organizzativo. Siamo persino abbastanza tranquilli per quel che concerne le finanze, ma non abbiamo alcun diritto di abbassare la guardia. Il Festival del film deve andare sempre avanti". 

Ascolta l'intervista integrale nell'audio allegato qui sopra. 

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