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Ticino
Il Ceresio sfiora il minimo assoluto della stagione
Foto CdT
Foto CdT
Lara Sargenti
5 anni fa
A causa delle piogge scarse il livello del lago di Lugano si è abbassato di un centimetro al giorno da metà febbraio a fine marzo, sfiorando il record del 1973. Le piogge di questi giorni basteranno per revocare il divieto di accendere fuochi all’aperto?

Il 2021 è iniziato con precipitazioni abbondanti, che hanno interessato tutto il Ticino e che sono cadute in forma nevosa. I deflussi sono stati superiori alla media sia a gennaio che a febbraio. Ma due periodi caldi a fine febbraio e fine marzo hanno causato un rapido deperimento delle risorse accumulate nel manto nevoso nei mesi precedenti. Lo rileva l’Ufficio di statistica (UST), secondo cui la quasi totale assenza di precipitazioni a marzo ha causato deficit idrici anche importanti in chiusura del primo trimestre.

Il Ceresio sfiora il minimo assoluto primaverile
Soprattutto il lago di Lugano ha risentito di questi scarsi afflussi primaverili, raggiungendo a fine marzo un livello minimo molto vicino al record minimo assoluto per la stagione, che risale al 1973 (270,12 m s.l.m). I due periodi caldi, insieme alle precipitazioni quasi nulle nel Sottoceneri durante il mese di marzo, hanno portato a una rapida e costante diminuzione del livello del lago, che dall’11 febbraio al 31 marzo si è abbassato di circa un centimetro al giorno (da 270,68 m s.l.m. è passato a 270,16). Quest’ultimo valore è appunto molto vicino al minimo assoluto per la stagione, raggiunto nella primavera del 1973. A scala mensile, marzo è quindi risultato deficitario di ben 19 cm, “un valore significativo per il lago di Lugano, solitamente confrontato con oscillazioni dei livelli abbastanza ridotte”, rileva l’UST.

Stabile il Verbano
Lo stesso non si è riscontrato sul Lago Maggiore. Il livello lacuale si è mantenuto nella media e anche al di sopra lungo tutto il primo trimestre.

Quando verrà revocato il divieto di accendere fuochi all’aperto?
Sebbene da lunedì siano iniziate le piogge, da circa due mesi in Ticino è in vigore il divieto di accendere fuochi all’aperto per scongiurare il rischio di incendi boschivi. Un periodo relativamente lungo per la stagione e non è sicuro che le precipitazioni di questi giorni basteranno per far cambiare la situazione. “In questi giorni sono caduti pochi millimetri di pioggia e non sono ancora abbastanza per revocare il divieto”, ci spiega Cristian Gobbin della Sezione forestale. “Le chiome degli alberi trattengono l’acqua, che rimane sullo strato superiore, senza andare nella profondità del terreno. Occorrono precipitazioni di una certa intensità. Stiamo sul chi vive, sperando che le precipitazioni si intensificheranno nel corso della settimana. Per ora sono state al di sotto delle stime, con il Sopraceneri più toccato. Per revocare il divieto occorre che ci sia anche una distribuzione uniforme sul territorio cantonale”. Per stabilire quando far scattare o revocare il divieto vengono analizzati diversi fattori, spiega ancora Gobbin. “Ci basiamo su un applicativo che calcola in base alle condizioni meteorologiche e della stagione. Sulla base di questi indicatori viene valutato il rischio di incendio e una sua possibile espansione”.

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