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Ticino
"Il CdA dell'EOC si dimetta"
"Il CdA dell'EOC si dimetta"
"Il CdA dell'EOC si dimetta"
Redazione
10 anni fa
Tramite una mozione, Pronzini chiede una serie di misure per rilanciare il dibattito sulla pianificazione ospedaliera

Non perde tempo Matteo Pronzini che, alla luce dei risultati sulle votazioni cantonali odierne, lancia una mozione per riaprire il dibattito sulla pianificazione ospedaliera che presenterà domani in Gran Consiglio. 

Secondo il deputato MPS i risultati mostrano "senza ombra di dubbio che la popolazione ticinese non condivide, nella sua maggioranza, gli orientamenti approvati da governo e Parlamento in materia di pianificazione. È infatti evidente che il dibattito che ha portato al netto No alla revisione della LEOC e l’eccellente risultato dell’iniziativa popolare “Giù le mani dagli ospedali” sono una sconfessione della pianificazione ospedaliera".

I temi emersi nel corso del dibattito (mandati comuni con i privati, costituzione di SA, soppressione di reparti negli ospedali pubblici, indebolimento delle strutture sanitarie di Bellinzona e delle Valli, accorpamento di reparti, etc) sono, secondo Pronzini, intimamente legati alla pianificazione ospedaliera e il voto non può essere interpretato diversamente. 

Tramite la mozione, Pronzini dunque chiede: 

1. Che il Consiglio di Stato sottopone al Gran Consiglio un nuovo progetto di pianificazione ospedaliera che dovrà tenere conto del risultato della votazione del 5 giugno. In particolare dovrà:

- prevedere il mantenimento delle attuali strutture negli ospedali di Acquarossa e Faido, quindi degli attuali reparti di medicina, dei pronto soccorso e della geriatria (ad Acquarossa);- rinunciare ai progetti di gestione privatistica delle attuali strutture ospedaliere cantonali o di parte di esse, in particolare alle costituzioni di SA per le quali sono stati già sottoscritti accordi tra l’EOC e i settori privati;- rafforzare la sanità pubblica, in particolare potenziando i servizi offerti dall’EOC sia negli ospedali regionali che in quelli di zona.

2. Che il Consiglio di Stato pretenda dai membri del consiglio di amministrazione dell'EOC di rimettere il loro mandato e di sottoporre al Gran Consiglio i nominativi per l’elezione di un nuovo consiglio di amministrazione dell’EOC, composto da persone che tengano conto della sensibilità emerse nel corso di questa campagna.

Secondo Pronzini il CdA dell'EOC si è impegnato "in modo totale a favore della revisione della LEOC, utilizzando metodi e mezzi assolutamente incongrui a sostegno della campagna per il SI. Ha anche rivendicato, a più riprese, di essere l’ispiratore (addirittura l’estensore) del progetto di legge sconfessato dalla maggioranza della popolazione ticinese. È evidente che il voto di oggi rappresenta anche un voto di sfiducia della maggioranza dei ticinesi nei confronti di tutto il consiglio di amministrazione dell’EOC e dei suoi organismi dirigenti che, con una sola lodevole eccezione, si sono schierati a sostegno della revisione della LEOC. Questa decisione politica, chiara, non può non avere conseguenze sugli organismi dirigenti dell’EOC".

3. Che il Consiglio di Stato, tramite il proprio rappresentate in seno al CdA, sollevi, da subito, il problema della compatibilità della permanenza alla testa dell’EOC dell’attuale direttore generale. 

"I suoi orientamenti, sia dal punto di vista della politica sanitaria che da quella delle prospettive dell’EOC, è stata chiaramente sconfessata dalla votazione sulla revisione della LEOC, a tale punto da rendere problematica la sua permanenza alla testa dell’EOC".

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