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Ticino
Il caso: psicoterapeuti in Ticino senza regolare formazione?
Il caso: psicoterapeuti in Ticino senza regolare formazione?
Il caso: psicoterapeuti in Ticino senza regolare formazione?
Redazione
8 anni fa
Titoli a studenti che hanno seguito lezioni impartite da altri studenti. Da una scuola cui è stato tolto il riconoscimento

Lo scorso febbraio ha fatto molto discutere in Ticino la notizia della chiusura definitiva della scuola "Studi cognitivi e formazione CH". La scuola, come aveva rivelato Ticinonews (vedi articoli correlati), non aveva il necessario accreditamento presso l'Ufficio Federale di Sanità Pubblica. Oltre a questo, gli studenti denunciavano le competenze del direttore e la qualità dell'offerta formativa. Per questa ragione, la maggior parte degli studenti aveva deciso di ritirarsi, causando alla scuola un grave danno economico, essendo il totale dei rimborsi dovuti superiore ai 50mila franchi.

Tre di loro però avevano deciso di proseguire, grazie anche all'aiuto di FSP, l'organismo privato che certifica e controlla la qualità dei titoli nell'ambito della psicologia e che aveva concesso loro di iscriversi al proprio modulo di formazione individuale, seguendo ancora le ore impartite dalla scuola cui FSP concedeva ancora il proprio riconoscimento di qualità. Tuttavia, la stessa FSP aveva studiato il dossier su segnalazione degli studenti ritirati, decidendo di togliere il proprio riconoscimento a Studi Cognitivi, ufficialmente per "le lacune riscontrate". La scuola ha poi chiuso, tanto che il sito internet non è infatti più in funzione e i numeri collegati all'istituto non sono più raggiungibili da mesi.

Ma quindi, che fine hanno fatto i tre studenti che hanno deciso di proseguire negli studi con "Studi Cognitivi CH"? Anche loro si sono ritrovati con un pugno di mosche, come nel caso della Unipolisi di Disentis nel Grigioni?

Sorprendentemente no...

I tre studenti hanno infatti potuto concludere il loro ciclo di formazione, come confermato da FSP a Ticinonews: "Per quanto riguarda i tre studenti menzionati, facciamo osservare che tutti e tre sono passati dal ciclo di formazione della scuola Studi cognitivi alla formazione postgraduale modulare (individuale) della FSP, accreditata in via provvisoria dall’Ufficio federale della sanità pubblica. Questo ciclo di formazione prevede la possibilità di assolvere singoli moduli formativi presso diverse scuole o istituti. La FSP conferisce il titolo di specializzazione in psicoterapia a condizione che i singoli moduli soddisfino i requisiti di qualità della FSP e che le persone in formazione abbiano assolto il numero di ore prescritto".

Addirittura uno di loro pubblicizza già la sua attività futura in Ticino. "La sua domanda - scrive FSP - è stata esaminata accuratamente e oggi è autorizzato a portare il titolo di «psicoterapeuta riconosciuto a livello federale»".

Tutto bene quindi, sembrerebbe. C'è un però: com'è possibile che le ore impartite dalla stessa scuola che non ha più un riconoscimento possano essere considerate valide ai fini del completamento della formazione individuale? La FSP ha spiegato a Ticinonews che il riconoscimento è stato tolto al curriculum (l'insieme dei diversi moduli: ore di formazione, supervisione, sviluppe personale), ma che i singoli moduli e elementi del ciclo formativo presentavano un livello qualitativo elevato, pertanto secondo FSP hanno potuto essere riconosciuti come parte del ciclo formativo modulare.

Non è però strano che l'organo di certificazione e controllo ritiri il riconoscimento alla scuola per poi riconoscere la totalità dei moduli svolti nella scuola stessa? Soprattutto dal momento che il riconoscimento è stato tolto dopo l'attento studio del dossier di segnalazioni inviato dagli studenti ritirati, che insistevano sulla carenza qualitativa della formazione. Un esempio: le ore di supervisione erano svolte in classi con un numero di studenti superiore a quello consentito dal regolamento di FSP stesso. Oppure lezioni impartite un formatore che era lui stesso in formazione: come poteva uno studente insegnare ad altri studenti, peraltro proprio contro il regolamento FSP? Il tutto in un programma di studio presentato sul sito di FSP che in realtà è stato affrontato solo parzialmente.

Queste sono lacune a cui chi di dovere dovrebbe tenere conto, nei confronti anche di pazienti che hanno bisogno di aiuto e che rischiano di rivolgersi a futuri psicoterapeuti formati in questo modo.

Ma forse potrebbe palesarsi anche un altro problema, se possibile più grave. Anche ammettendo che la formazione degli studenti rimasti fosse di qualità, per ottenere il titolo di psicoterapeuta bisogna assolvere dei criteri ben precisi, che Fsp stesso enumera nel proprio Regolamento. Siamo certi che Fsp abbia controllato tutti i moduli allo stesso modo e non abbia concesso il titolo ad alcuni studenti non tenendo conto di tutti i criteri obbligatoriamente richiesti?

Ad esempio, uno dei criteri, per chi svolge una parte del proprio modulo all'estero, è effettuare 200 ore di psicoterapia delegata in Svizzera. E sembrerebbe che uno degli studenti che ha ottenuto il titolo non abbia svolto neanche un'ora in Ticino... Se così fosse saremmo di fronte ad un fatto grave: non solo una deroga ad un Regolamento Ufficiale, ma un vero e proprio atto di discriminazione verso gli altri studenti a cui era stato invece imprescindibilmente rischiesto.

Speriamo che FSP, nella sua posizione di organo di controllo, sia in grado di rispondere in maniera inequivocabile a questi dubbi, dimostrando che i titoli nel settore sanitario vengono conferiti esclusivamente a persone che davvero completano regolamente un ciclo di formazione di qualità.

MS

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