
Una storia paradossale, ma con un lieto fine, almeno per gli abitanti di Agno e di Massagno, visto che permetterà ai loro Comuni di non dover pagare 270.000 franchi di fatture extra per la depurazione delle acque.
Come riporta il Corriere del Ticino, i due Comuni non avevano presentato nei termini fissati i dati di consumo dell’acqua per l’anno 2014 e il CDALED aveva dunque provveduto a una «tassazione d’ufficio». In sostanza erano stati presi i dati dei tre paesi con i maggiori consumi del distretto, era stata fatta una media e quel dato era poi stato attribuito per default sia ad Agno che a Massagno. Il risultato? Agno avrebbe dovuto pagare circa 100.000 franchi più del dovuto e Massagno addirittura 170.000.
Le due cancelleria non avrebbero presentato i conti in tempo a causa di un disguido con lo stesso CDALED, il quale aveva affidato a una società privata, di Morbio, il compito di assumere i dati del consumo. Una sentenza del Tram però ha ribaltato tutto, permettendo ai due esecutivi di evitare il pagamento dei 270mila franchi extra.
Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Corriere del Ticino.
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