
Il cileno José Pineira Echenique sarà uno degli oratori venerdì prossimo - assieme al consigliere nazionale Ignazio Cassis - ad una serata organizzata dall'Associazione Liberisti Ticinesi. Ma il Partito comunista ticinese segnala che Pineira Echenique è stato ministro del governo Pinochet tra il 1978 e il 1981. Scoppia dunque la polemica. Ma non solo. Parte anche una segnalazione al Ministero pubblico."Premesso che professarsi 'liberista' e 'fascista' non costituisce titolo di reato - scrive Renzo Tagliaferri a nome del Partito comunista -, palese ci sembra tuttavia il coinvolgimento diretto e/o indiretto del signor Josè Pineira Echenique nella sanguinosa esperienza governativa posta in essere dal generale Augusto Josè Ramon Pinochet Ugarte. Non secondaria ai fini della presente segnalazione, l'azione svolta dal signor Josè Pineira Echenique nel contesto dei compiti di grande responsabilità assunti quale ministro ai tempi dell'odiosa dittatura cilena"."La presente e circostanziata segnalazione al Ministero pubblico della Confederazione, della presenza in Lugano di un ex ministro della dittatura fascista del generale Augusto Josè Ramon Pinochet Ugarte, è da considerarsi un atto dovuto, in quanto il Ministero pubblico della Confederazione è l'autorità preposta alle indagini in caso di presunzione di reati che giusta l'art. 336 e 337 CP, rientrano nella giurisdizione penale federale: concretamente reati quali il genocidio; la criminalità organizzata che tocca più Paesi o Cantoni; la criminalità economica che tocca più paesi o Cantoni".Ecco quindi che il Partito comunista chiede al Ministero pubblico di verificare se a carico del signor Pineira Echenique non vi siano procedimenti pendenti relativi al periodo direttamente o indirettamente collegato alla dittatura militare in Cile, o se non vi siano segnalazioni particolari alla RIPOL. Insomma, i comunisti ticinesi chiedono "di verificare se la presenza in Svizzera di un fascista del calibro del signor Josè Pineira Echenique, non costituisca motivo di grave turbamento o di messa in pericolo delle istituzioni democratiche".
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