Cerca e trova immobili
Ticino
"Il Casinò getta discredito sul sindacato"
Redazione
15 anni fa
Dopo le spiegazioni del Casinò di Lugano in merito alla disdetta del CCL, oggi è giunta la replica dell'OCST

Dopo quanto spiegato dal Casinò di Lugano sui motivi che hanno portato il CdA a disdire il contratto collettivo di lavoro, ecco giungere anche la presa di posizione del sindacato OCST.In una nota stampa si legge che “Il risalto che la direzione del Casinò di Lugano ha voluto dare, attraverso la conferenza stampa di ieri, alla decisione di disdire il Contratto collettivo cantonale, conferma la campagna denigratoria e di delegittimazione dei sindacati, perseguita per distogliere l’attenzione dai veri problemi che hanno determinato l’inasprirsi della vertenza”.Inoltre “da qualche tempo i sindacati sono stati messi sotto tiro dalla stessa direzione, di ciò danno eloquente conferma le ripetute conferenze stampa che, a fasi alterne, sono sistematicamente proposte con tecniche d’informazione subdole e fuorvianti”.

Secondo il sindacato inoltre la disdetta del contratto collettivo rispetterebbe le procedure di rito. Nel comunicato si legge infatti che “in merito alla disdetta unilaterale del contratto collettivo si fa osservare come anche in tale ambito la direzione e il Cda abbiano violato le procedure sancite dal Ccl (campo di applicazione, art.3), ignorando l’iter procedurale che s’impone nei casi di conflitti e divergenze tra le parti (cioè tramite la Commissione paritetica di settore in prima istanza, altrimenti davanti all’ufficio cantonale di conciliazione o per via arbitrale)”.Un modo di agire che secondo OCST denota come la direzione del Casinò “prediliga metodi sbrigativi e scomposti distanti dalla cultura imprenditoriale e di partenariato vigente nel nostro Paese”.Un’altra accusa che il sindacato rivolge al Casinò è quella che ci sarebbe una certa preferenza per il personale straniero. Leggiamo “OCST e SIC- Ticino ribadiscono che la vertenza aperta con la Casa da gioco luganese è determinata da problemi espressamente sindacali, inaspritisi in seguito alla lunga serie di licenziamenti intimati nel tessuto lavorativo locale, per agevolare assunzioni di comodo in prevalenza con personale proveniente dall’estero”.Si continua con “le accuse d’ingerenza sindacale sull’attività aziendale non sono altro che una reazione alle azioni giuridiche e sindacali intraprese, e mirano a gettare discredito, creare confusione nell’opinione pubblica e distogliere l’attenzione dai seri problemi che interessano la società”.Il sindacato conclude il comunicato con “in conclusione OCST e SIC Ticino precisano che la disdetta del contratto da parte di un datore di lavoro non implica la risoluzione del contratto collettivo di categoria, tantomeno impedisce ai sindacati di intervenire in difesa del personale impiegato anche nella casa da gioco luganese pretendendo l’obbligo di rispettare il contratto collettivo ormai in uso nel nostro Cantone”.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata