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Il «cashless» spopola, Citterio: «Grande opportunità, ma attenzione ai rischi»
Redazione
3 ore fa
Sempre più svizzeri amano i pagamenti senza contante e cresce l’utilizzo dello smartphone. Il direttore dell’Associazione Bancaria Ticinese: «I pericoli si legano alla sicurezza intrinseca del mezzo informatico, ma anche alla privacy».

Il trend lo si conosce da anni, ma negli ultimi tempi, forse, si è assistito a un cambio di passo. In Svizzera il pagamento tramite smartphone è diventato, per la prima volta, il mezzo preferito dalla popolazione: lo indica il 28% degli intervistati. Seguono a brevissima distanza le carte di debito (27%) e il contante (25%). È quanto emerge dal Visa Payment Monitor 2026, pubblicato ieri. Il fenomeno è particolarmente marcato tra i giovani tra i 18 e i 35 anni. La tendenza a livello globale è in atto da tempo. La Svizzera è oggi tra i Paesi europei che utilizzano meno il contante, in terza posizione dopo Paesi Bassi e Finlandia, secondo i dati della BNS e della BCE. Eppure, il denaro contate resta più che altrove un bene rifugio irrinunciabile. Su questo voteremo a marzo.  E sempre secondo i dati della BNS, quasi 7 persone su 10 dichiarano di voler continuare a usare soldi fisici in futuro.

Abbandono del contante non esente da rischi

Ma negli ultimissimi anni, è anche emerso un problema di sicurezza: i Paesi scandinavi (Svezia e Norvegia in testa) hanno recentemente raccomandato ai propri cittadini di pagare maggiormente in contanti nel contesto dell’aumento della criminalità informatica e della guerra ibrida condotta dalla Russia. Non solo: la Banca Centrale Europea a settembre – con la campagna «Keep calm and carry cash» ha raccomandato alla popolazione di disporre almeno da 70 a 100 euro in contanti a persona come scorta qualora tutta questa tecnologia – per quanto comoda e veloce – dovesse all’improvviso «bloccarsi».

Citterio: «Rischi legati alla sicurezza»

Insomma, il denaro, oltre ad essere un bene rifugio, resta un alleato sicuro dei consumatori. Ne è convito anche Franco Citterio, direttore dell’Associazione Bancaria Ticinese. «I rischi si legano alla sicurezza intrinseca del mezzo informatico», spiega a Ticinonews. «Ma anche alla privacy (un tema questo che tocca meno i giovani, i quali non sono particolarmente disturbati dal divulgare i propri dati utilizzando questi sistemi)».

La sfida alle banche tradizionali

Rischi, ma anche tanti benefici: secondo Citterio l’orizzonte è chiaro. Da qui ai prossimi anni i pagamenti cashless cresceranno sempre di più. Efficienti, sicuri e veloci, un ritorno al passato non è immaginabile. Anche perché ormai il mercato si è aperto, passando dal monopolio delle banche tradizionali alla concorrenza dei nuovi giganti digitali. I benefici diretti in termini di costi sono evidenti, anche se non manca qualche interrogativo. «Quello che può disturbare - continua Citterio - è che alcuni player internazionali possono oggi superare certe barriere nazionali, e mi riferisco anche alla competenza della vigilanza e della regolamentazione di questi servizi. E dunque offrire prodotti non autorizzati, ma già presenti in forze».