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Ticino
"Il casellario è inutile"
Redazione
11 anni fa
La misura di Gobbi bocciata da criminologi, avvocati e professori universitari. "Solo una trovata pre-elettorale"

"L'efficacia di questa misura mi sembra sopravvalutata" afferma il criminologo Martin Killias, professore all'Università di Zurigo, alla domanda postagli da "Il Caffè" sull'introduzione in Ticino dell'obbligo di presentare l'estratto del casellario giudiziale e il certificato dei carichi pendenti per il rilascio o il rinnovo dei permessi B e G.

Il domenicale di Locarno ha raccolto una serie di pareri, definiti autorevoli, tutti critici sulla misura fortemente voluta dal direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

Killias, criminologo svizzero noto a livello internazionale, osserva innanzitutto che "essendo un caso abbastanza recente, non esistono statistiche sulla sua efficacia, quindi è difficile fare una valutazione immediata."

Il professore fa notare però che secondo i dati svizzeri ed europei circa il 30% della popolazione maschile adulta ha delle iscrizioni nel casellario giudiziale. "Si capisce da qui che utilizzare il casellario come metro di giudizio per il permesso ai frontalieri può diventare delicato, perché coinvolge indirettamente anche gli svizzeri" afferma.

In conclusione, il criminologo sostiene che in certi casi, a dipendenza della gravità dei reati iscritti a casellario, la prevenzione può essere utile: "Ma spesso chi commette reati gravi non ha precedenti nel casellario."

Ancora più severo sulla misura voluta da Gobbi è l'ex magistrato e avvocato Marco Mona. "È un provvedimento inutile" afferma. "Chi viene a delinquere in Ticino non passa la dogana ogni giorno per andare a lavorare. Mi sento di dire che questa è solo una trovata pre-elettorale."

"La direttiva ticinese non mi rispetta la proporzionalità" afferma infine il direttore del Forum svizzero sulle migrazioni Gianni D'Amato, professore ordinario all'Università di Neuchâtel. "Mi pare un modo drastico per governare l'ingresso di manodopera frontaliera. Poi la politica naturalmente va dove vuole, ma ci sono i giudici a mettere i paletti e a dire che certe decisioni sono contrarie al diritto federale."

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