
Per quindici anni è rimasto chiuso nel caveau di una banca di Lugano: un presunto dipinto di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, verrà battuto all’asta lunedì pomeriggio. Per i collezionisti d’arte, l’appuntamento è di quelli imperdibili: “Il ragazzo con una caraffa di rose”, quella che viene considerata da molti esperti un’opera giovanile del Caravaggio, verrà attribuita lunedì prossimo al miglior offerente. Il quadro è un olio su tela delle dimensioni di 66 x 52,5 centimetri e dovrebbe risalire al 1593, quando il Caravaggio aveva 22 anni. Dopo vari passaggi di proprietà, nel 1995 fu acquistato da un collezionista privato e fino ad oggi è rimasto minuziosamente impacchettato nel caveau della BSI di Lugano. Ora il quadro esce allo scoperto ed è pronto per essere venduto. L’Ufficio Esecuzioni e fallimenti ha attivato misure di sicurezza eccezionali per la messa all’incanto di quest’opera straordinaria che oggi ha potuto essere ammirata da un centinaio di persone tra potenziali acquirenti e semplici curiosi. Un dilemma rischia però di oscurare il fascino di quest’opera: sarà veramente un’originale? Per fugare ogni dubbio sono stati interpellati due specialisti del Caravaggio: il professor Didier Bodart, storico d’arte belga e il professor Maurizio Marini di Roma. Un restauro approssimativo effettuato nel 1996 a Lugano ha reso ancora più difficile il lavoro di autenticazione. Le conclusioni dei due esperti sono comunque affermative: il quadro è originale. Con questi presupposti, la base dell’asta si piazza a mezzo milione di franchi ma pare che il quadro possa valere molto, molto di più… fino a 37 milioni di euro. [email protected]
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