
«Il mondo è cambiato». Così il comandante di corpo Beneditk Ross ha esordito al LAC di Lugano davanti ai rappresentanti della politica e della società civile. E la mente va all’attuale contesto geopolitico che comporta dei rischi anche per la Svizzera. «Ritengo che, se l'obiettivo principale fosse destabilizzare l'Europa, le infrastrutture critiche potrebbero diventare un bersaglio», afferma il capo dell’esercito. «La Svizzera ne possiede molte che rivestono un'importanza fondamentale per l'intera Europa; potrebbero quindi essere potenziali obiettivi per uno Stato aggressore».
Le nuove minacce
Senza contare che la Confederazione si trova confrontata con nuove minacce, ad esempio gli attacchi informatici nello spazio informativo e la disinformazione. Ma oggi è possibile infliggere danni a grande distanza e «tali minacce possono colpire anche la Svizzera», secondo Ross che ricorda quanto accaduto con la crisi legata all’Iran. Per questo «dobbiamo dare priorità all'acquisizione di nuovi sistemi, senza però trascurare gli altri compiti», prosegue il comandante di corpo. Una sfida aggiuntiva perché «dobbiamo garantire di disporre dell'equipaggiamento necessario e di una formazione adeguata anche in tutti gli altri ambiti». Ha parlato di sfide anche il comandante della divisione territoriale 3 Maurizio Dattrino, pure presente all’evento: «dobbiamo riguadagnare le competenze di difesa che negli ultimi anni sono state perse. Parlo anche del mindset della gente che dovrebbe capire che la situazione non è più quella di 15 anni fa».
La responsabilità individuale
Dal canto suo, il direttore del dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha sottolineato l’importanza della responsabilità individuale che fa un esempio molto semplice: «l’acqua potabile potrebbe mancare e quindi bisognerebbe avere una buona scorta di acqua minerale a casa. Questo significa rendere il paese ancora più resiliente in caso di crisi perché non possiamo solo affidarci alle istituzioni in caso di necessità».
I finanziamenti e gli effettivi
Benedikt Roos osserva anche i dibattiti alle camere federali chiamate a esprimersi sulle modalità di finanziamento dell’esercito. E guarda agli effettivi che rappresentano una questione strategica. Tuttavia, «osserviamo che i giovani sono sempre più attenti al tema della sicurezza e che cresce la disponibilità a impegnarsi, anche in ambito militare», conclude Roos. «Sta diventando chiaro che la minaccia e i cambiamenti in atto nel mondo stanno influenzando le nuove generazioni».

