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Ticino
Il Cantone si attiva contro la suina
Redazione
17 anni fa
A luglio registrati 29 casi. Allo stato attuale, il numero di decessi non si discosterà da quello di una normale influenza stagionale

Il Cantone si sta attivando contro l’influenza suina in Ticino. Nel solo mese di luglio – dal 1° al 22 – si sono registrati 62 casi sospetti e 29 confermati -. Ma non solo. Il Dipartimento della sanità e socialità, in una nota stampa, precisa inoltre che ieri è stato confermato un ulteriore caso: si tratta di una bambina romanda di 11 anni in un campo scout sui monti sopra Locarno. La bambina dopo il ricovero in ospedale è stata riportata a casa e sta bene, mentre i suoi compagni e i monitori sono stati invitati ad evitare nei prossimi giorni trasporti pubblici e teleferiche limitandosi ad escursioni in montagna.Attualmente non è possibile stimare con precisione la percentuale – e quindi il numero – di potenziali vittime facendo il rapporto fra casi registrati e decessi, poiché, trattandosi di una forma tutto sommato blanda di influenza, la grande parte delle persone colpite nel mondo non ha fatto capo a servizi sanitari e non è stata quindi registrata. Si può invece presumere, allo stato attuale, che il numero di decessi non si discosti da quello di una normale influenza stagionale. Da rilevare che l’età media dei malati è relativamente bassa, pari a 12 anni, anche se poi il tasso di mortalità più elevato si registra negli adulti (fra i 25 ed i 65 anni). In Svizzera non si è registrato a tutt’oggi nessun decesso. Il problema maggiore che si configura allo stato attuale della pandemia è invece di carattere economico e funzionale. Con un elevato numero di persone colpite dall’influenza alcuni servizi essenziali arrischiano di venir rallentati quando non interrotti. Al fine di evitarlo vengono allestiti piani di continuità sia in ambito pubblico che privato. Il cantone sta mettendo a punto l’organizzazione per affrontare l’evento influenzale e invita ancora una volta la popolazione a seguire norme igieniche elementari volte a contenerne la diffusione (semplici misure come lavare le mani regolarmente e accuratamente con acqua e sapone; utilizzare un fazzoletto per starnutire o tossire; se non se ne ha uno a disposizione, coprire naso e bocca con la mano o con il braccio, dopodichè lavare accuratamente le mani con acqua e sapone). Sia l’OMS che l’Ufficio federale della sanità pubblica non ritengono necessaria una chiusura delle scuole (che in Ticino riapriranno fra sei settimane), neanche in fase di propagazione sostenuta del virus. Per quanto attiene a viaggi e spostamenti l’Ufficio federale della sanità pubblica non fa alcuna raccomandazione di restrizione per i viaggi all’estero, ma segnala comunque le aree a rischio (America del Nord, America del Sud, America Centrale, Caraibi, Australia, Nuova Zelanda, Hong Kong SAR, Giappone, Filippine, Brunei, Singapore, Thailandia, Israele, Gran Bretagna, Spagna (comprese le Isole Canarie e le Isole Baleari), Cipro, Malta, territori palestinesi, Malesia). Patrizia Pesenti: "Ci stiamo preparando"“Ci stiamo preparando - dice Patrizia Pesenti, direttrice del DSS, a Radio3iii -. Pensiamo che il contagio possa continuare. La situazione non appare catastrofica come è stata descritta ultimamente. Ma la situazione di pericolo esiste"."L’influenza sembra abbastanza poco virulenta - termina Pesenti -, nel senso che si ammalano molte persone, ma poi guariscono quasi tutte. Quello che sarà un problema, sarà l’elevato numero di persone che saranno colpite dall’influenza e che metteranno a rischio il funzionamento dei servizi essenziali all’interno dello Stato, ma questo vale unicamente per tutte le aziende".

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