
Ok, sarà anche vero che per l'evento con i 7'000 bambini avete messo in atto tutte le misure di sicurezza possibili e immaginabili. Ma le autorizzazioni non c'erano e quindi la multa la rischiate lo stesso.
È questa, in sintesi, la replica del capo dell'Ufficio sanità del Cantone, Stefano Radczuweit, alla rassicurazioni fornite ieri dalla capodicastero cultura di Lugano, Giovanna Masoni Brenni, in merito all'evento svoltosi un mesetto fa nella sala principale del LAC.
Interpellato dal Giornale del Popolo, il capo dell'Ufficio sanità resta fermo sulle proprie posizioni.
Innanzitutto Radczuweit precisa che non è stato il suo ufficio ad informare la stampa della missiva inviata al Municipio di Lugano e che lui personalmente avrebbe preferito risolvere la vicenda direttamente tra i due enti, senza coinvolgere l'opinione pubblica.
Ma ormai che la lettera è stata diffusa, è giusto che l'opinione pubblica sappia come stanno effettivamente le cose. "Quello che a noi preme è la sicurezza" afferma il capo Ufficio sanità. "Il Dicastero dell'edilizia luganese si sarebbe dovuto preoccupare di informarci per tempo."
Radczuweit ribadisce che "la Città rischia una multa, ma bisognerà vedere se e come portare avanti il procedimento contravvenzionale a seconda delle osservazioni del Comune. Ogni committente di un'opera accessibile al pubblico viene comunque esplicitamente informato sin dal nostro preavviso relativo alla licenza di costruzione che prima della messa in esercizio deve essere richiesto e ottenuto il collaudo ai sensi dell'art. 38a della legge sanitaria."
Il LAC, ha concluso il capo ufficio sul GdP, sarà agibile solo "quando i lavori di miglioria richiesti saranno completati e saremo in possesso della relativa documentazione."
Ciò avverrà, senz'altro, prima dell'inaugurazione ufficiale nel prossimo mese di settembre.
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