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Ticino
“Il Cantone requisisca i torpedoni privati”
Lara Sargenti
6 anni fa
Lo chiede la Gioventù comunista al fine di risolvere il problema dell’affollamento dei mezzi pubblici e quindi garantire più corse, così come chiede una petizione del SISA

Da quando sono ricominciate le scuole c’è molta più gente sui mezzi pubblici, con ammassamenti di studenti e lavoratori che non sono rari, soprattutto negli orari di punta. Così il Sindacato indipendenti degli studenti e apprendisti (SISA) ha lanciato una petizione, rivendicando un aumento delle corse dei mezzi di trasporti pubblici nelle tratte più affollate per evitare assembramenti. Ora la gioventù comunista va oltre e chiede al Governo di requisire i mezzi di trasporto collettivi inutilizzati dalle aziende private (torpedoni per viaggi, ecc.). Questo per poter applicare l’aumento delle corsie richiesto, ovviando quindi a una possibile penuria di veicoli e di personale.

“L’affollamento dei mezzi di trasporto pubblici è un problema che esiste da tantissimo tempo ed è direttamente legato a una gestione aziendalistica del settore dei trasporti” fa notare la gioventù comunista in un comunicato. “Durante un periodo di pandemia come quello che stiamo vivendo, nel quale sono richieste accresciute distanze sociali e misure sanitarie, gli ammassamenti di studenti, apprendisti e lavoratori nei bus e nei treni risultano ancora più problematici e dannosi per la salute della popolazione intera”.

“Il Consiglio di Stato, sempre in prima linea nel rimarcare l’importanza dei comportamenti individuali per riuscire a superare la crisi sanitaria, sembrerebbe però non voler vedere questo problema di carattere collettivo e non voler dunque prendere nessuna misura di potenziamento del servizio dei trasporti pubblici” evidenzia la gioventù comunista, la quale rileva che “l’unico goffo tentativo” per risolvere il problema da parte del Governo è quello di modificare gli orari delle lezioni nelle scuole medie superiori.

Secondo i giovani comunisti l’impiego da parte dello Stato dei trasporti attualmente inutilizzati a causa della pandemia permetterebbe non solo di diminuire l’affollamento dei mezzi pubblici, ma anche “di garantire un’occupazione a numerosi autisti che sono attualmente senza impiego, costretti a beneficiare solo delle indennità di lavoro ridotto”.

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