
Circolari e direttive interne ad alcune divisioni, sezioni e uffici cantonali limiterebbero la possibilità di accedere al telelavoro. È quanto denuncia un’interpellanza del deputato socialista Raoul Ghisletta. Il Consiglio di Stato durante l’estate ha modificato il regolamento sul telelavoro, per rispondere alla pandemia, e i sindacati hanno proposto delle modifiche su cui il governo dovrà esprimersi, spiega il granconsigliere e sindacalista Vpod.
Criteri geografici
Ora però ci sarebbe un problema: “Vi sarebbero Divisioni, Sezioni e Uffici cantonali che limitano con direttive interne la possibilità per i propri collaboratori di accedere al telelavoro, ad esempio in base a criteri geografici”, accusa Ghisletta. “Queste direttive restrittive non vengono trasmesse al sindacato e tantomeno sottoposte a consultazione, cosa che svuota ovviamente il lavoro di partenariato sociale fatto sul regolamento relativo al telelavoro”.
Per questo il deputato chiede al Consiglio di Stato:
1) È a conoscenza di direttive e circolari interne di Divisioni, Sezioni e Uffici cantonali che interpretano e limitano il raggio di azione del regolamento sul telelavoro?
2) Ha approvate direttamente tali direttive?
3) La Sezione risorse umane ha visionato/approvato tali direttive?
4) Perché tali direttive non sono trasmesse al sindacato e non sono sottoposte alla consultazione dei sindacati prima di essere varate, nella misura in cui interpretano e limitano il raggio di azione del regolamento sul telelavoro?
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