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L'allarme
«Il caldo ci sta portando sempre più pazienti in pronto soccorso»
© Chiara Zocchetti / Ticinonews
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Redazione
6 ore fa
La primaria di medicina d'urgenza nonché responsabile dei pronto soccorso dell'EOC, Roberta Petrino, lancia l'allarme dopo il forte aumento degli accessi: «Il problema è la durata della canicola. Con temperature notturne sopra i 25°C anche chi ha retto bene all'inizio comincia a cedere»

L'ondata di caldo che sta investendo il Ticino sta mettendo sotto pressione anche i pronto soccorso dell'Ente ospedaliero cantonale. A confermarlo è Roberta Petrino, primaria di medicina d'urgenza e responsabile dei pronto soccorso dell'EOC, che parla di un netto aumento degli accessi registrato negli ultimi giorni. «Nelle ultime 48-72 ore abbiamo osservato un vero e proprio picco di accessi ai pronto soccorso, come già era successo durante la precedente ondata di canicola». Molti dei casi sono direttamente o indirettamente legati alle alte temperature.

Colpi di calore, svenimenti, malesseri e vertigini

Tra i problemi più frequenti figurano colpi di calore, svenimenti, malesseri e vertigini causati dall'esposizione prolungata al sole o al caldo. Ma a preoccupare maggiormente sono le conseguenze sui pazienti più fragili. «Gli anziani e le persone con patologie croniche sono particolarmente vulnerabili. La disidratazione può provocare un accumulo di alcuni farmaci, come antipertensivi, antidiabetici, diuretici e psicofarmaci, aumentando il rischio di effetti indesiderati e aggravando condizioni preesistenti». Secondo la responsabile dei pronto soccorso, il vero fattore critico è la durata della canicola. «Siamo preoccupati perché, come abbiamo visto anche l'anno scorso, l'accumulo di giorni consecutivi di caldo ha effetti importanti sulla salute, soprattutto quando le temperature notturne non scendono sotto i 25°C».

Necessario un adeguato recupero durante la notte

La mancanza di un adeguato recupero durante la notte può infatti indebolire progressivamente l'organismo. «La disidratazione e l'affaticamento si accumulano. Soprattutto nelle persone anziane, quando ci si sente completamente senza forze, diventa difficile persino alzarsi per bere o mangiare. Le condizioni generali si deteriorano e spesso il paziente finisce per dover ricorrere alle cure ospedaliere». Non mancano però nemmeno i casi che coinvolgono persone più giovani. «Continuiamo a vedere pazienti che praticano attività fisica nelle ore più calde della giornata nonostante gli avvertimenti. E c'è poi il tema dei lavoratori esposti al sole, che devono essere adeguatamente protetti e avere la possibilità di idratarsi e rinfrescarsi regolarmente».

Personale sotto stress

L'aumento degli accessi si riflette inevitabilmente anche sul personale sanitario. «Queste situazioni generano uno stress supplementare per medici e infermieri», osserva Petrino. Tuttavia l'EOC assicura di essere pronto a reagire. «Siamo un grande gruppo e, se la situazione dovesse richiedere rinforzi, gli aiuti arrivano. Quando un ospedale entra in una fase critica, le risorse vengono mobilitate», conclude Petrino. Da qui l'appello alla popolazione a seguire scrupolosamente le raccomandazioni delle autorità: evitare l'esposizione nelle ore più calde, bere regolarmente e prestare particolare attenzione alle persone più fragili.