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Ticino
Il Caffè, "Violati i diritti della libertà di stampa"
Il Caffè, "Violati i diritti della libertà di stampa"
Il Caffè, "Violati i diritti della libertà di stampa"
Redazione
10 anni fa
L'Associazione dei giornalisti e i sindacati si schierano in difesa dei colleghi a processo per il caso Sant'Anna

Nel pomeriggio, i sindacati del mondo dei media e l'Associazione Ticinese dei Giornalisti hanno preso ufficialmente posizione in difesa dei giornalisti de Il Caffè sotto accusa (vedi SUGGERITI) a seguito del procedimento penale promosso dalla clinica Sant’Anna nei loro confronti.

Il Sindacato svizzero dei mass media (SSM) ha deciso di sottoscrivere l’appello lanciato già ieri in loro difesa:  "Questo modo di agire - scrive SSM in una breve nota diffusa alle redazioni - costituisce un’indebita pressione e viola i sacrosanti diritti della libertà di stampa. Soprattutto considerato che al settimanale non viene contestato alcun errore o imprecisione."

Per il sindacato, "la difesa della libertà di stampa è ancora più indispensabile in una realtà come quella attuale, dove la pluralità di informazione va sempre più impoverendosi."

Anche syndicom, il sindacato dei media e della comunicazione, ha espresso solidarietà nei confronti dei colleghi del settimanale Il Caffè che, "dopo aver condotto un’inchiesta giornalistica di pubblico interesse, sono stati accusati di diffamazione e di concorrenza sleale." Il sindacato è preoccupato "per quanto accaduto" e "si oppone a ogni tentativo di imbavagliare la libertà di stampa": "Fare giornalismo d’inchiesta non è semplice perché si corre il rischio di scontrarsi con i poteri forti che hanno grandi mezzi finanziari. Davanti a situazioni di questo tipo, syndicom invita i giornalisti a non farsi intimidire e a continuare a ricercare la verità nell’interesse di tutti."

In quanto sindacato dei media e della comunicazione, syndicom ricorda che si sta battendo "affinché i giornalisti abbiano gli strumenti, la forza e il tempo necessari per lavorare al meglio. Per questo, syndicom si sta adoperando affinché il settore sia regolato da un Contratto Collettivo di Lavoro, che in Ticino e nella Svizzera tedesca manca ormai da più di 12 anni."

"Rischio di arbitrio nei confronti della stampa"

Pure l’Associazione Ticinese dei Giornalisti è intervenuta, con una presa di posizione del comitato: "La pagina bianca pubblicata ieri dai colleghi del settimanale Il Caffè richiama le pagine bianche che durante la Seconda guerra mondiale il Consiglio Federale imponeva alla stampa con la censura preventiva. Nei sei anni di guerra i poteri eccezionali del governo obbligarono diverse volte i giornali – anche quelli ticinesi – a pubblicare spazi bianchi in luogo degli articoli censurati perché ritenuti inopportuni."

Secondo l'ATG, "il gesto di pubblicare una pagina bianca descrive il pericolo che corre la libertà di stampa se la Magistratura, senza individuare alcun errore, alcuna notizia non verificata, dovesse realmente portare a processo dei giornalisti per un non meglio definito “accanimento giornalistico”. La libertà di stampa resta un bene prezioso e fondamentale della democrazia, e le cronache di questi anni ci dicono tristemente che proprio questo diritto è uno dei primi ad essere messo in forse dai regimi autoritari."

"La libertà di stampa - precisa l'associazione professionale - non è un bene assoluto e come ogni diritto ha dei limiti che la Magistratura è chiamata legittimamente a verificare. Ma evocare un presunto atteggiamento persecutorio senza che ad un giornalista possa essere imputato alcun errore deontologico o alcunché di penalmente rilevante, espone la stampa ad un controllo arbitrario. Il concetto di “accanimento giornalistico” non ci risulta essere un’ espressione utilizzata dalla giurisprudenza né dalla letteratura più autorevoli della nostra professione. Vi ricorre solitamente chi giudica la stampa con occhio parziale e soggettivo. Sarebbe grave se ciò valesse anche per la Magistratura ticinese. "

Maggiori dettagli sulle reazioni, questa sera alle 18.45 nel TG di Teleticino

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