
È passato oltre un anno dal sequestro di un bus dell'Autolinea Mendrisiense SA (AMSA) da parte della Polizia di Stato italiana a Porto Ceresio, per mancanza di un'autorizzazione internazionale per servizi di linea regolari, effettuati da aziende di trasporto estere su suolo italiano. Ma ancora non è stata trovata una soluzione al problema. È quanto si evince dalla risposta del Consiglio di Stato a due interrogazioni parlamentari dei deputati Corrado Solcà e Matteo Quadranti.
La vicenda, si legge nella premessa della risposta del Consiglio di Stato, si inserisce in un contesto giuridico lacunoso. Una situazione che non si presenta nei rapporti tra la Svizzera e gli altri Paesi confinanti (Francia, Austria e Germania), poiché in questi casi sono stati stipulati degli accordi bilaterali ancora in vigore. Con l'Italia invece no, per cui la lacuna resta da colmare.
Dopo la premessa, il Governo spiega che le autorità regionali e locali italiane si sono interessate alla questione e si sono mosse per cercare di sbloccarla. Fatto sta che le autorità italiane, sequestrando il bus, "hanno agito conformemente alle vigenti disposizioni legali in materia."
La soluzione del problema, in ogni caso, "dipende dalla sottoscrizione di un accordo tra Stati o comunque da decisioni a questo livello", sottolinea il Governo, che afferma di essersi attivato presso la Confederazione per sensibilizzarla sul tema e per sollecitare un suo diretto interessamento. Il DATEC ha risposto al Governo spiegando di avere già avuto dei contatti con il Ministero italiano, ma di non aver ancora individuato una soluzione concreta. Un nuovo appuntamento è in programma per questo mese di gennaio.
Per quanto riguarda le altre linee di trasporto pubblica a rischio sequestro, il Consiglio di Stato spiega che in base alle informazioni ricevute la Ponte Tresa-Luino viene ora servita da AutoPostale fino al confine svizzero e da un trasportatore italiano oltre confine (non è vero, precisiamo noi, i bus italiani continuano ad arrivare alla stazione di Ponte Tresa Svizzera).
Mentre i bus per la Malpensa sottostanno ad un'altra regolamentazione, per cui non rientrano nella stessa categoria a rischio.
Per quanto riguarda le le ditte italiane che operano in Ticino, spiega infine il Governo, tutte dispongono di una regolare autorizzazione emessa dall'Ufficio federale dei trasporti.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

