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Ticino
"Il bunker di Camorino dev'essere chiuso"
"Il bunker di Camorino dev'essere chiuso"
"Il bunker di Camorino dev'essere chiuso"
Redazione
7 anni fa
Lo chiedono MPS-POP-Indipendenti, i Collettivi 'Io l’8 ogni giorno' e ‘R-Esistiamo’ e il CSOA Molino in una lettera a Raffaele De Rosa

Lo sciopero dei migranti del centro accoglienza di Camorino, che lamentavano le condizioni del bunker in cui erano alloggiati, ha spinto l’MPS-POP-Indipendenti, il Collettivo 'Io l’8 ogni giorno', il Collettivo R-Esistiamo e il Centro sociale CSOA Molino ad inviare una lettera al Consigliere di Stato Raffaele De Rosa per chiedere l'immediata chiusura della struttura.

Di seguito il testo integrale della missiva:

"Onorevole Direttore Raffaele De Rosa,

A seguito della protesta e dello sciopero della fame iniziato lunedì 24 c.m., da parte delle persone 'rinchiuse' nel bunker di Camorino, ieri sera rappresentanti della società civile ticinese, l’MPS-POP- Indipendenti, il Collettivo 'Io l’8 ogni giorno', il Collettivo R-Esistiamo, il Centro sociale CSOA Molino, si sono radunati per portare la loro solidarietà e il loro sostegno. Come a lei noto, sempre durante la giornata di ieri, le persone che avevano iniziato la protesta, sono state spostate in altri centri gestiti dalla CRSS, nonostante sino ad ora fosse stato riferito dal Cantone e dalla stessa CRSS, che non vi fossero posti alternativi al bunker dove alloggiare le persone che lì si trovano.

Arrivati sul posto abbiamo trovato un notevole spiegamento di forze di polizia, che impedivano l’accesso al bunker, dove ci si voleva recare per portare la nostra solidarietà e verificare le condizioni di quanti ancora fossero rimasti all’interno. Alla fine è stato permesso a due persone di accedere fino all’entrata del bunker per poter comunicare con le persone ancora all’interno. Si è potuto quindi apprendere che all’interno rimangono ancora 7/8 persone di cui due con seri problemi di salute - le persone alloggiate sono costrette ad uscire alle 7 del mattino e tornare per le 21, senza che all’esterno vengano offerte alternative di alloggio e/o attività - all’uscita viene loro dato un panino e una bottiglietta d’acqua, che deve durare tutta la giornata.

Le persone con le quali abbiamo parlato, lamentano un forte stress psicologico dovuto all’incertezza del loro status giuridico, ma anche e soprattutto perché non possono decidere cosa fare durante l’arco della giornata. Non possono, infatti, lavorare, non hanno soldi per poter anche solo comprare un’altra bottiglia d’acqua e/o altro cibo. Sicuramente ovvio, ma per questo non scontato è la non accessibilità ai servizi igienici, per tutta la durata della giornata.

Queste sono condizioni che nessun essere umano deve essere costretto a vivere. Sono condizioni che rasentano la tortura fisica e psicologica. Pertanto, visto quanto sopra si chiede:

- l’immediata chiusura del bunker

- l’immediato trasferimento delle persone ancora all’interno presso gli altri centri CRSS

- l’immediata presa a carico sanitaria delle due persone che versano in un grave stato depressivo

- un incontro immediato per discutere la definitiva chiusura del bunker e la possibilità di alloggio presso cittadini privati, disposti ad un’accoglienza vera.

Fiduciosi in una sua pronta risposta, cordiali saluti".

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