
Potrebbe rivelarsi salata per il Municipio di Bodio la decisione presa nell'ottobre 2014 di far chiudere la sauna Olympia e l'Osteria Ticino, all'interno delle quali si esercitava la prostituzione. Una decisione che era stata confermata dal Consiglio di Stato ma in seguito annullata dal Tribunale cantonale amministrativo (vedi articoli suggeriti).
La società anonima proprietaria dello stabile in cui sono insediate le due attività ha infatti inoltrato lo scorso 13 gennaio, tramite l'avvocato Marco Garbani, un'istanza di conciliazione alla Pretura di Leventina con la quale chiede un risarcimento di 27'000 franchi da parte del Comune di Bodio, in virtù dai mancati introiti causati dalla chiusura forzata.
A riportarlo è il Corriere del Ticino, precisando che nei prossimi giorni anche la società anonima che gestisce il locale intende intentare una causa al Comune di Bodio, per un importo superiore.
A sancire sulla causa legale tra il bordello e il Comune di Bodio sarà quindi il pretore supplente di Leventina Elettra Orsetta Bernasconi Matti, cui tocca ora concovare un'udienza di conciliazione.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

