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Ticino
"Il bollino di Claro lascia l'amaro in bocca"
Redazione
12 anni fa
Henrik Bang sostiene che un marchio "azienda locale" dovrebbe premiare non solo la quantità, ma anche e soprattutto la qualità

Ha scatenato un polverone mediatico, il bollino creato dal Municipio di Claro a sostegno delle aziende che impiegano manodopera residente in Ticino.

Eppure l'idea di Claro non è affatto una novità. Già nel 2013 il gruppo socialista in Gran Consiglio aveva presentato una mozione per chiedere di istituire un marchio "Azienda locale".

Un marchio quindi per certi aspetti simile a quello creato a Claro, ma per altri molto differente. Perché secondo il PS non va premiata solo la quantità di personale residente in un'azienda, ma anche la qualità delle condizioni di lavoro.

È quanto evidenzia il candidato al Consiglio di Stato Henrik Bang, esprimendosi a proposito del bollino pro-residenti che tanto ha fatto parlare e addirittura gridare allo scandalo.

"Il fatto che l’iniziativa di Claro si sia sviluppata solo in un ambito quantitativo (percentuale di residenti assunti) tralasciando qualunque aspetto qualitativo lascia un po’ di amaro in bocca al sottoscritto e limita la reale efficacia dell’azione stessa" afferma il deputato socialista.

"In particolare questo adesivo non comprende nessuna indicazione né sulla qualità dei salari che vengono elargiti ai dipendenti, né sulle condizioni di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori" prosegue Henrik Bang. "Se nelle professioni ove vige un contratto collettivo di lavoro si può presuppore che gli organi di controllo vigilino attentamente a tutela delle condizioni stesse, nei settori privi di contratti collettivi non vi sono attualmente degli strumenti concreti a garanzia del rispetto della dignità dei lavoratori e dei salari elargiti."

"In parole semplici" continua Bang "è più virtuosa un’azienda locale che impiega il 60 o 80% di lavoratori residenti che elargisce salari dignitosi e magari sottostà ad un contratto collettivo oppure un’azienda locale che impiega dipendenti residenti al 100% ma che non ha un contratto collettivo, che favorisce condizioni di precariato e paga salari da fame?"

"Proprio per valorizzare questo marchio di azienda locale nel nostro atto parlamentare sono inclusi anche gli importanti aspetti qualitativi quali quello del rispetto dei contratti collettivi di lavoro, del rispetto delle condizioni salariali vigenti in Ticino e dell’impegno a non subappaltare il lavoro a ditte estere o a ditte prive del marchio" afferma il deputato PS.

In conclusione Bang ribadisce che il gruppo socialista è chiaramente a favore dell’assunzione di manodopera locale "ma è soprattutto a favore dell’elargizione di salari dignitosi e di condizioni di lavoro umane che permettano al lavoratore di vivere una vita dignitosa e questo qualunque sia la sua provenienza e la sua residenza."

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