
Parola d’ordine: blocchiamo i ristorni. Una dichiarazione, una rivendicazione, un grido di protesta che dalle stanze della politica è ufficialmente sbarcato sui social network.
La petizione lanciata dal leghista Rodolfo Pulino è online da una manciata di ore. Le firme, per il momento, sono una sessantina ma l’obiettivo è decisamente più ambizioso: mille adesioni. Non impossibile visto il tema e il passaparola tipico dei social. “Sto pensando di consegnarle direttamente a Paolo Beltraminelli”, ci racconta Pulino.
Perché in via Monte Boglia lo sanno: quando in primavera arriverà l’ora zero, il momento di decidere se quei soldi vanno bloccati oppure no, sarà il presidente del Governo a ricoprire lo scomodo ruolo di ago della bilancia. Non è una novità e neppure un mistero: i leghisti Claudio Zali e Norman Gobbi voteranno sì, Manule Bertoli e Laura Sadis invece no. È successo nel 2011 e anche nel corso degli anni successivi: la storia dunque immancabilmente si ripete. Del resto, sul fatto l’accordo datato 1974 sui frontalieri sia da abrogare non ci piove, lo ripetono come un mantra più o meno tutti i partiti: Eveline Widmer Schlumpf dal canto sua si è detta possibilista, per rinegoziarlo, perché abrogarlo secondo la Consigliera Federale proprio non è possibile.
L’accordo dicevamo è sul principio; i metodi per raggiungere l’obiettivo invece sono un’altra storia. E ognuno ha la sua ricetta: a fine gennaio il Gran Consiglio all’unanimità aveva appoggiato l’iniziativa cantonale liberale radicale che chiede a Berna di abrogare l’accordo sui frontalieri, rilanciata da una petizione online dei giovani PLR che, ad onor del vero, almeno sino ad ora non ha raggiunto grandi risultati.
Decisamente meno condivisione e molte più polemiche avevano accolto un’altra iniziativa: quella dei Verdi per un Ticino a statuto speciale. Poi, a stretto giro di posta era arrivata una terza iniziativa cantonale, questa volta popolare democratica per ottenere che siano i cantoni a decidere i propri contingenti. Non fosse sufficiente poi era arrivata la mozione di Verdi, lega e UDC per un immediato blocco dei ristorni. Un’idea che in quel di Berna proprio non piace: la scorsa settimana, durante la sua visita lampo in terra ticinese la consigliera federale Eveline Widmer Schlumpf lo aveva detto chiaro: niente blocco, i frontalieri diminuiranno grazie ai contingenti.
Una dichiarazione che ha scatenato una marea di reazioni e l’interrogazione ieri del consigliere nazionale pipidino Marco Romano “La passività con l’Italia è vincente?”. Oggi la parola passa al popolo: quello dei social network.
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