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Ticino
Il Berlusconi tris letto dai presidenti ticinesi
Redazione
18 anni fa
Merlini: "L'Italia si è risvegliata bipolare". Bignasca: "Bossi ha asfaltato il nord". Jelmini: "Maggiore stabilità e governabilità"

Si materializza Berlusconi III, il ritorno del Cavaliere, dopo il 1994 e il 2001. La coalizione da lui guidata ha infatti vinto le legislative di ieri e oggi, tanto alla Camera quanto al Senato, conquistando un numero di seggi di tutta sicurezza. Boom di Umberto Bossi e della Lega, male la Sinistra Arcobaleno di Fausto Bertinotti. Ecco il commento dei presidenti ticinesi.Giovanni Merlini, presidente del PLR: “La nuova legge elettorale ha provocato una semplificazione notevole di tutto il sistema dei partiti perché l’Italia, praticamente, stamattina si è risvegliata bipolare. Con una grossa coalizione di centro destra che è quella vincente, ed un partito sostanzialmente di centro sinistra che ha dovuto soccombere in virtù anche dei meccanismi dovuti agli sbarramenti per la camera ed il senato che ha portato all’esclusione della sinistra radicale di Bertinotti. Questa è un risultato interessante perché dovrebbe garantire maggiore stabilità. Il voto utile è stato praticato da un alto numero di persone”. Giuliano Bignasca, presidente della Lega dei ticinesi: “Bossi ha asfaltato il nord. E l’ha fatto anche grazie ai nostri cartelloni degli indiani, che sono stati citati ieri sera a Porta a Porta. E' chiaro: questo voto è il successo di Umberto Bossi. E non bisogna certo andare all’università per capirlo. Ma i veri problemi per l’Italia vengono adesso: Bossi deve riuscire, assieme a Berlusconi, a portare a casa il federalismo fiscale entro tre mesi. Come si spiega il successo della Lega? Quello del Carroccio è un movimento ancorato sul territorio. Questo paga. Prima o poi la Lega doveva vincere. Non so se succederà anche in Ticino, ma credo di si. Inoltre Bossi ed i suoi sono un po’ antieuropei e anche questo ha pagato. E poi dai: se gli italiani votavano ancora la sinistra dopo i rifiuti di Napoli, dopo lo smantellamento della Malpensa e dopo tutte le infrastrutture promesse che non si sono mai realizzate …avrebbe voluto dire che non hanno capito niente”. Giovanni Jelmini, presidente PPD: “Il dato più significativo è l’eliminazione dei piccoli partiti estremi, di destra e sinistra, che spesso hanno tenuto in ostaggio il Governo italiano. Io credo che questa nuova coalizione possa dare maggiore stabilità alla governabilità del Paese Italia. Augurandoci che non dimenticheranno i grossi problemi sociali che si pongono”.Manuele Bertoli, presidente PS: “Evidentemente ora ci sono i numeri per un governo stabile. Se poi il Governo sarà stabile o meno dipenderà dalla tenuta di questa maggioranza. Il fatto che la Lega abbia fatto un grosso risultato al nord la mette in una condizione di giocarsi il tutto per tutto. Se con questi numeri non riesce ad ottenere il risultati che sono all’origine della sua nascita, allora non solo non sarà una grande vittoria, ma sarà il preludio di una grande scomparsa. La Lega ha in mano le chiavi dell’Italia. Ora bisogna vedere se riuscirà ad usarle. Per esempio a Malpensa: vediamo cosa sono capaci di fare con l’Alitalia”.Pierre Rusconi, presidente UDC: “Il Berlusconi tris porterà stabilità all’Italia. I numeri non danno più giustificazione ad un non buon Governo. Non ci sono più alibi. La lega ha ottenuto un risultato territoriale importante perché ha saputo catalizzare quello che è il malcontento del nord, a partire dal federalismo fiscale, fino alla Malpensa. Bossi è sempre stato un alleato leale al presidente Berlusconi. Lo ha dimostrato anche nel precedente Governo del Cavaliere, l’unico che è durato un'intera legislatura dopo la guerra. Mi auguro che ciò si ripeta. Anche e soprattutto per il bene dei nostri vicini e anche del nostro. Perché la stabilità politica in Italia per noi significa che c’è qualcuno con cui dialogare sul tempo medio-lungo”.   Sergio Savoia, coordinatore dei Verdi: “Io tifavo per Veltroni. Ma al di là del tifo l’Italia aveva bisogno di avere una chiara maggioranza. L’Italia non poteva andare avanti con l

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