Il 5G è davvero pericoloso?
Consegnate oggi più di 7’000 firme per chiedere una moratoria sul 5G. Ma quali sono i suoi effetti? Lo chiediamo a Paolo Attivissimo
Redazione
Il 5G è davvero pericoloso?
Foto CdT

Era una piccola e variegata folla quella presente questa mattina davanti a Palazzo delle Orsoline per consegnare le 7’128 le firme della petizione sul 5G. I promotori, tra cui il gruppo STOP5G, sostengono infatti la mozione del PPD a favore di una moratoria sulla costruzione di antenne 5G nel nostro Cantone, in attesa che ci siano più dati scientifici sugli effetti del loro utilizzo e sia dimostrata la loro non-nocività. Secondo chi era presente questa mattina a Bellinzona infatti, secondo quanto raccolto dai microfoni di Teleticino, esisterebbero molti studi a supporto dell’ipotesi che le onde elettromagnetiche, e in particolare quelle di ultima generazione, possano avere effetti nocivi sull’uomo e sull’ambiente. Meno condivisibili forse i timori di alcuni firmatari, che arrivano addirittura a sostenere che esse intralcino “la telepatia”.

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Il 5G è davvero pericoloso?
Teleticino ha voluto fare più chiarezza domandandolo a Paolo Attivissimo, giornalista e divulgatore scientifico: “Finora di tracce concrete di pericolosità del 5G rispetto alle tecnologie che già utilizziamo non ce ne sono. È come dire: se il mio salumiere ha cambiato la lama dell’affettatrice, devo chiedergli di garantirmi che la lama non sia pericolosa come quella di prima? Fondamentalmente è la stessa tecnologia che abbiamo già usato e che continueremo a usare con il 4G, quello che cambia è la parte matematica.

Difficile provare la non-nocività
“Giusto che ci siano preoccupazioni per la salute ma è sbagliato chiedere che si cerchi di provare la “non-nocività” assoluta di un prodotto”, ha spiegato ancora il giornalista, “è qualcosa che in natura non si può fare, è come dire ‘dimostrami che l’acqua non è pericolosa’: dipende dalla dose. Se bevo un bicchiere mi fa bene, se ne bevo 8 litri mi fa male”.

I vantaggi del 5G
“Dobbiamo quindi guardare questo problema da un punto di vista molto obiettivo, tenendo conto del bilancio rischi/benefici”, prosegue Attivissimo, “la mozione chiede di aspettare a introdurre il 5G sulla base del fatto che poche persone al momento ne hanno un beneficio. Io vorrei chiedere però a tutte le persone che durante il lockdown hanno sperimentato rallentamenti della linea, magari videochiamando i famigliari, se non avrebbero benefici da questa tecnologia, che è molto più efficiente: a parità di segnale infatti passano molti più dati. Questi rallentamenti con il 5G sarebbero un problema del passato e forse è il caso di non rallentare troppo questa diffusione”.

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