Cerca e trova immobili
Ticino
Il 55% di Lugano andrà a 20-30 km/h
Redazione
3 anni fa
Il Municipio punta a introdurre nuove zone 30 per migliorare la vivibilità dei quartieri residenziali. Sono 38 km di strade in più rispetto alla situazione odierna, che porterebbero a 109 i km totali di strade a velocità moderata. Valenzano Rossi: "Non è una questione ideologica".

Lugano vuole ridurre la velocità nei quartieri a vocazione residenziale. Il Municipio ha infatti licenziato un messaggio all'attenzione del Consiglio comunale con la richiesta di un credito  di costruzione di 2,7 milioni di franchi per l’adozione di nuove zone con moderazione di velocità a 30 rispettivamente 20 km/h. L'obiettivo è di migliorare la sicurezza stradale e la qualità di vita sul territorio cittadino.

Oltre metà delle strade cittadine a velocità ridotta

Attualmente le zone 30 o 20 km/h ricoprono 71 km su 197 km di strade comunali (ciò che corrisponde al 36% del totale). Con l'aggiornamento proposto si vuole avere altri 38 km di strade moderate, per un totale di 109 km (pari al 55%). Non si tratta di un semplice limite di velocità, le zone saranno delimitate anche fisicamente, tramite vasi, isole verdi o paletti, per ridurre il calibro della strada e per facilitare la convivenza di veicoli con l'utenza pedonale e la mobilità lenta.

I quartieri toccati

I 38 nuovi chilometri saranno ripartiti tra le varie aree del comparto, ma il quartiere maggiormente toccato sarà Breganzona. Importanti cambiamenti riguarderanno anche Pregassona, Davesco-Soragno, Barbengo e Carona. Le uniche due zone 20 previste saranno invece introdotte nella zona del Casinò e della Foce. I benefici contemplano una maggiore sicurezza, una riduzione delle emissioni di CO2, diminuzione del traffico parassitario ma anche una riduzione dell'inquinamento fonico nella seconda città più rumorosa della Svizzera.

"Non è una decisione ideologica"

Il tema è di quelli che spesso fanno discutere, dividendo l'opinione pubblica. Un punto su cui la municipale Karin Valenzano Rossi è però categorica. "Non è affatto ideologico. Al centro c'è il tema della vivibilità del quartiere e di garanzia di sicurezza nei comparti altamente residenziali. Non c'è nessun tipo di ideologia particolare o di generalizzazione sul territorio di limiti 30 o zone 30".