
Aumentano i casi e di conseguenza aumenta anche la preoccupazione. Gli ospedali ticinesi, infatti, sono in allerta e sono pronti per adeguare il sistema sanitario per accogliere più pazienti Covid-19 e a ridurre le attività elettive. A confermarlo è il direttore sanitario della Clinica Moncucco Christian Garzoni ai microfoni di Ticinonews. “Questa volta dobbiamo essere pronti a un aumento dei numeri”, ha sottolineato. Nel resto della Svizzera questo scenario è già attivo da qualche settimana ma – sottolinea Garzoni – “presto diventerà necessario anche da noi”.
“Dobbiamo superare una nuova fase”
“Evidentemente il legislatore e i medici non hanno nessun interesse a curare male la popolazione”, spiega il medico. L’obiettivo quindi “è superare una nuova fase di crisi per il Covid-19”. Nel Cantone verranno spostati gli interventi lasciando le cure necessarie e urgenti attive” e ribadisce “sulla carta i piani ci sono”. Evidentemente la situazione così come è adesso “non può continuare”, i numeri sono pericolosi e per Garzoni la proposta del 2G o 2G+ “s’ha da fare senza troppe discussioni”. Tutti gli esperti svizzeri lo hanno sostenuto, ma – ricorda – “è la politica che decide fino a che punto vuole chiudere ulteriormente”.
“Popolazione meno attenta”
La situazione pandemica, vaccino a parte, sembra essere molto simile all’anno scorso. Con la differenza che appunto ora abbiamo il vaccino e “la stragrande maggioranza negli ospedali non sono vaccinati”. Il problema resta quindi “per quanto riguarda i non vaccinati”. Ma c’è inoltre una grossa differenza: “Quest’anno la popolazione fa molta meno attenzione”.
“Un problema di tutti”
Per quanto riguarda l’obbligo vaccinale il medico sottolinea che si tratta di una “decisione politica”. La Confederazione ora infatti ha preso un’altra strada, mettendo restrizioni soprattutto ai non vaccinati visto che sono “le persone che rischiano di ammalarsi e di riempire gli ospedali” e se questo succede – conclude – “è un problema di tutti”.
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