
Il comitato della Federazione docenti ticinesi (FDT) ha deciso di sostenere la sperimentazione della riforma scolastica “La scuola che verrà” per la quale si andrà al voto il 23 settembre. A motivare tale sostegno "c’è soprattutto la convinzione che il progetto, così com’è stato modificato e corretto sulla base delle analisi e delle osservazioni, anche molto critiche, delle associazioni magistrali, dei sindacati e di tutte le altre voci del mondo della scuola come i genitori, offra migliori condizioni di lavoro ai docenti e migliori condizioni di apprendimento per gli allievi".
"In particolare - si legge nel comunicato stampa della FDT, che riportiamo di seguito - vanno sottolineate le numerose ore di lezione che saranno svolte a classe dimezzata (il 40 per cento), la creazione degli atelier e il co-insegnamento. Da anni gli insegnanti chiedono di poter lavorare con classi più piccole o di poter avere più tempo per la docenza di classe. La risposta è sempre stata negativa: non c’erano mai le risorse finanziarie! Ora il Gran Consiglio ha finalmente deciso di mettere a disposizione della scuola delle importanti risorse e sarebbe davvero un peccato perdere questa occasione. Il no alla riforma si tradurrebbe in un no agli investimenti per la scuola pubblica".
"Il comitato è d’altronde convinto che solo la sperimentazione possa offrire prove concrete della validità o meno della riforma. Fra tre anni ci sarà modo di valutarne, in maniera scientifica e approfondita, i risultati e decidere, dati alla mano, se proseguire e in che modo. Non solo. Mettere in pratica il progetto consentirà anche di apportare ctutte quelle correzioni necessarie a risolvere le criticità che sono state indicate nel corso del dibattito".
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