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Sanità
Il 2025 di Villa Argentina: sempre più giovani e pazienti in AI
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
7 ore fa
L'anno scorso sono stati 52 i pazienti, in crescita donne e persone sottoposte a mandato penale - Cambio ai vertici: il presidente Fulvio Pelli lascia

Il mondo cambia. I problemi, le dipendenze e i piani terapeutici anche. Per l’Associazione Ancora, da 45 anni attiva nel mondo delle tossicodipendenze, adattarsi al cambiamento è dunque vitale. Nella cornice di Villa Argentina, il direttore Mirko Steiner ha tracciato oggi un bilancio degli ultimi 12 mesi di attività. Un anno che ha visto la crescita dei ricoveri femminili, di quelli sottoposti a mandato penale e, dato che preoccupa, dei pazienti a beneficio dell’AI. Se nel 2024 questi ultimi erano il 33%, adesso sono il 44%. A Villa Argentina, racconta Steiner, arrivano pazienti di 20 anni che hanno già una rendita di invalidità. «Ciò è discutibile, disincentiva il reinserimento socio professionale favorendo le ricadute, perché la vita non ha senso», commenta il direttore ai microfoni di Ticinonews.

Preoccupa il crack

L’obiettivo finale è quello di restituire i pazienti alla società. Il percorso terapeutico comprende attività, di varia natura. Interventi psicoeducativi, recupero scolastico, reinserimento socio professionale, attività manuali e all’aria aperta. Nel 2025 sono state 52 le persone che a Villa Argentina hanno combattuto contro la propria dipendenza. A preoccupare, racconta ancora il direttore, è il crack. Un fenomeno che negli Stati Uniti è conosciuto da 40 anni, ma che ora è arrivato anche da noi. 

L'avvicendamento al vertice

Per concludere, un cambio al vertice: il presidente dell’Associazione Fulvio Pelli lascia dopo 4 decenni. Lo sostituisce Ivana Petraglio, che ha ben chiaro quali siano le sfide principali: «Ci siamo resi conto che i vari uffici che si occupano dei tossicodipendenti non lavorano in rete, non comunicano tra loro. Come presidente mi sono fatta carico di favorire un dialogo approfondito per cercare di migliorare la possibilità di reinserimento».