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Ristorazione
“Il 2022 è stato l’anno della ripartenza, il 2023 sarà quello della consacrazione”
Redazione
3 anni fa
Il presidente di GastroTicino Massimo Suter guarda al futuro e alle sfide del settore della ristorazione. “Il problema maggiore è legato al costo dell’energia”.

“Se il 2022 è stato l’anno della ripartenza, il 2023 sarà quello della consacrazione”. A garantirlo è il presidente di GastroTicino Massimo Suter, a margine dell’assemblea annuale. L’ottimismo non cancella però le sfide: dall’aumento dei costi al reclutamento del personale. “Il settore ha cercato di superare il periodo in maniera resiliente. È chiaro che i problemi che avevamo un anno fa non si sono totalmente risolti, ma cerchiamo di trovare la quadratura del cerchio in modo da limitare i danni”, spiega Suter ai microfoni di Ticinonews.

La questione dei costi

Il problema maggiore “è legato al costo dell’energia, all’aumento dei costi della produttività e dei prodotti stessi. Siamo in un periodo inflazionistico e questo si ripercuote anche sui margini che abbiamo noi al ristorante”, prosegue Suter. “Vi è anche la necessità di fare un ritocco verso l’alto dei prezzi, il che va a collimare con una minor potenza d’acquisto delle persone. Bisogna cercare di fare il gioco in maniera pragmatica, senza scontentare il cliente”.

Clientela in crescita

Venendo al capitolo affluenza, secondo Suter il ticinese è rimasto fedele alla ristorazione locale, mentre “è chiaro che il cliente straniero latita e ne abbiamo meno rispetto agli anni 2020 e 2021”. Del resto “si sapeva che i numeri fatti durante le riaperture Covid non avremmo potuti mantenerli”. In ogni caso “fa piacere vedere che vi è un aumento di clientela rispetto al 2019, anno pre-pandemico”. Anche per l’imminente ponte dell’Ascensione “le previsioni sono abbastanza buone, a differenza di quelle meteorologiche. Ma non ci facciamo scoraggiare”, aggiunge Suter. Nell’arco della stagione turistica ticinese ci sono tre o quattro punti fissi e l’Ascensione è uno di questi, “siamo quindi fiduciosi e pronti ad accogliere clienti, turisti e, soprattutto, i nostri concittadini”.

La sfida del personale

Una delle principali sfide con cui il settore sarà chiamato a confrontarsi è quella della reperibilità del personale. “Nei prossimi 10 anni in Svizzera un milione di “baby-boomers” avranno l’età per smettere di lavorare”, analizza il presidente di GastroSuisse Casimir Platzer. Nello stesso periodo “ci saranno solo 500'000 giovani che entreranno nel mercato del lavoro. Vuol dire che, in media, ogni anno ci saranno 50'000 persone che mancheranno. Sarà un problema”.

“Endorsment? Lo abbiamo sempre fatto”

Volgendo lo sguardo verso le elezioni federali, Platzer conferma che verranno fatti degli endorsment ai partiti. “È chiaro: diremo ai nostri membri quali sono i candidati che veramente ci hanno sostenuto a Berna, perché sono loro che bisogna eleggere per i prossimi quattro anni di legislatura”, afferma il presidente di GastroSuisse. “Guardiamo attentamente quali parlamentari appoggiano i temi che sono di interesse per noi”. Si può dire che i partiti un po’ più attenti al settore siano il Centro e quelli di destra? “È normale. Noi siamo un’organizzazione di datori di lavoro, un’organizzazione padronale, ed è ovvio che partiti quali Centro, PLR o UDC ci sostengano normalmente di più degli altri”, termina Platzer.

 

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