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Il 19enne ha chiesto aiuto al telefono amico
Il 19enne ha chiesto aiuto al telefono amico
Il 19enne ha chiesto aiuto al telefono amico
Redazione
8 anni fa
Il ragazzo, che nega ogni addebito, non avrebbe ottenuto l'aiuto sperato

Nei giorni precedenti all’arresto ha chiesto aiuto. Ha chiamato almeno una volta il telefono amico, ma non ma non avendo trovato il giusto ascolto avrebbe desistito.

Lo ha ripetuto più volte agli inquirenti. Lo ha ripetuto di fronte al sostituto procuratore generale, il magistrato Antonio Perugini, così come al personale medico della Clinica psichiatrica cantonale dove oggi il 19enne si trova in stato di detenzione con l’accusa di atti preparatori di assassinio. Una richiesta d’ascolto che a detta del ragazzo è caduta nel vuoto.

Il 19enne intanto continua a negare ogni addebito riconducendo l’intera vicenda ad un non meglio precisato sfogo verbale. Chi lo ha incontrato – in queste ore il testimone della difesa è passato nelle mani dell’avvocato di fiducia Luigi Mattei – lo descrive come spaesato, confuso, spaventato per come l’intera vicenda lo abbia travolto.

Eppure gli indizi di colpevolezza sono pesanti. Le ultime novità fanno rabbrividire. “Martedì prossimo non venire a scuola. Non voglio che tu sia presente quel giorno”. Questo il tenore di alcuni messaggi – tre per l’esattezza - inviati ad altrettanti compagnai di scuola nei giorni precedenti all’arresto.

Avvertimenti che trovano riscontro in un diario scritto a mano recuperato nel suo appartamento con le 17 armi da fuoco. Testo dove sembra prendere corpo l’ipotesi che il 19enne avesse un piano preciso e che non volesse agire in modo indiscriminato.

Troppo alto quindi il rischio per non intervenire, hanno spiegato venerdì scorso gli agenti del gruppo persone pericolose della polizia cantonale.

Oggi come detto il 19enne si trova isolato nella clinica psichiatrica di Mendrisio, senza alcuna possibilità di contatto con l’esterno. Neppure i genitori hanno potuto parlare con il figlio.

Gli interrogatori cominceranno solamente settimana prossima, non prima che il magistrato inquirente abbia disposto la perizia psichiatrica sul 19enne fermato a "tre millimetri dalla tragedia", come affermato dalla direzione della commercio di Bellinzona al momento dell’arresto. Tre millimetri che – verosimilmente - avrebbero dovuto compiersi domani, martedì 15 maggio. Un giorno che per i compagni avrà un sapore particolare. Per le due classi di terza toccate più vicino dalla vicenda la direzione ha previsto una giornata libera, di riflessione.

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