
È il 20 settembre 2017 e fra gli applausi dell’Assemblea federale, Ignazio Cassis viene eletto consigliere federale. Un momento storico, impresso nella memoria di tutto un Cantone che dopo 18 anni ritrova un suo rappresentante nella stanza dei bottoni. Con il definitivo passaggio di consegne fra lui e Didier Burkhalter, avvenuto il primo novembre, il baricentro del consiglio federale si sposta un po’ più a destra.
TeleTicino ha intervistato Adriano Cavadini, già Consigliere nazionale: "Penso che sia stata un'entrata positiva perché ha portato una cultura del Ticino, della lingua italiana, la mentalità italiana. Non guarderei lo spostamento a destra o a sinistra. Sono i risultati del Consiglio federale che ne stabiliranno il suo orientamento. Per me è stata un'entrata positiva."
Cambiano le geometrie e soprattutto il passo sul dossier europeo. Il 31 gennaio, Cassis illustra la nuova strategia del Consiglio federale. Viene chiarito anche il senso del fin lì ambiguo “bottone reset” sulle trattative con l’Unione che aveva generato parecchie aspettative soprattutto in casa UDC. I bottoni diventano tre: chiarezza degli obiettivi, comunicazione e la promozione di Roberto Balzaretti al rango di Segretario di Stato. La strategia europea viene presentata al pubblico il giorno seguente. All’USI Cassis mette mano alle sue doti oratorie per spiegare l’accordo quadro con l’UE. Inizia così un lungo periodo di discussioni, perché come ama ricordare il direttore del DFAE: “la politica estera è politica interna”. Nei mesi però la matassa non viene sbrogliata. Anzi, si ingarbuglia dopo una dichiarazione che mette in discussione le misure di accompagnamento alla libera circolazione, facendo saltare la mosca al naso ai sindacati impegnati nelle discussioni sull’accordo quadro. Seguiranno precisazioni del Consiglio federale e una nuova conferenza, il 4 luglio, in cui Cassis tornerà sui suoi passi. Il tema è comunque di quelli spinosi, lo sapeva Burkhalter al momento delle sue dimissioni.
Ancora Cavadini: "Giostrare in questo ambito non è facile. Credo che Cassis si stia muovendo bene e forse ha dalla sua la volontà di spiegare, non solo all'Europa, ma anche alla popolazione svizzera di spiegare l'importanza di questi accordi con l'UE e soprattutto la portata di soluzioni che sono all'esame e che si vorrebbe portare a una soluzione positiva."
Non c’è solo l’Europa però. A livello internazionale, Cassis si fa notare anche per un’affermazione sull’operato dell’agenzia ONU per i rifugiati palestinesi, che crea un piccolo terremoto.
Pochi giorni fa ai microfoni della RSI, il consigliere federale ha spiegato di voler sollevare la problematica. Un modo di fare schietto. Che forse ha creato qualche grattacapo ai suoi colleghi ma che mantiene inalterato il livello di gradimento generale per il Ticinese: all’occorrenza fabbro, costruttore di ponti, comunicatore e ancora un po’ apprendista, ma di certo non un politico che passa inosservato.
Maggiori dettagli nel servizio del Tg di TeleTicino
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

