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Ticino
Idroelettrico, una nevicata provvidenziale?
Lara Sargenti
4 anni fa
Per Marold Hofstetter, direttore di Ofima, la quantità di neve scesa ieri è ininfluente per gli impianti. “Partiamo con meno fieno in cascina, ma c’è ancora tempo per recuperare”

Dopo lunghi mesi asciutti, le precipitazioni degli scorsi giorni, che hanno portato anche qualche fiocco di neve in montagna, sono un toccasana per la vegetazione. Ma sono abbastanza per ristabilire i deficit idrici? Il settore della produzione idroelettrica, in particolare, non ha nascosto la sua preoccupazione per questo inverno contraddistinto dalla siccità. L’ultima nevicata permetterà quindi di dormire sonni tranquilli? Per il direttore di Ofima Marold Hofstetter la risposta è no. “Per i nostri impianti è ininfluente la quantità di neve scesa ieri”, ha spiegato durante il Tg di Ticinonews. “Per avere una certa utilità e avere un contributo per il riempimento dei bacini, ci vorrebbe un metro di neve in montagna, se non di più”.

Una quantità di neve che in questo periodo serve per il buon funzionamento degli impianti. Perché è così importante?
“Bisogna capire come funzionano le nostre centrali idroelettriche, che sono ad accumulazione. I nostri bacini sono accumulatori che funzionano come delle grandi “batterie”: si caricano e si scaricano nuovamente. Il carico, da noi, avviene in estate: prima con lo scioglimento della neve, dove captiamo gli afflussi; poi con le precipitazioni. L’obiettivo è di arrivare in autunno con i bacini pieni in modo da poter prelevare in inverno queste acque per produrre elettricità in un periodo di maggiore bisogno, ovvero quando fa freddo. A questo punto la “batteria” si scarica e l’anno dopo si ripete il ciclo”.

L’assenza di precipitazioni nevose, dunque, influisce su questo ciclo. Si può dire che la produzione idroelettrica per l’anno prossima è già compromessa visto che andiamo verso un periodo più caldo?
“È presto per dirlo. Di sicuro partiamo con meno fieno in cascina. Se però l’estate dovesse essere piovosa, con precipitazioni costanti e durature nel tempo, ci sono ancora i tempi utili per recuperare”.

Qualora non dovesse avvenire questo recupero, potrebbero esserci davvero problemi per gli utenti finali? Swissgrid per esempio ha già annunciato rincari a partire dal 2023...
“È chiaro che se non riusciamo a riempire bacini, le centrali produrranno di meno. Ma come compenseranno i grandi distributori (Aet per il Cantone ) questa mancanza è un altro discorso. C’è un commercio e l’energia viene prelevata da altre fonti e luoghi. L’approvvigionamento locale dovrebbe comunque essere assicurato”.

Che ruolo riveste per il Ticino il settore della produzione di energia idroelettrica? L’acqua è considerata oro blu. Potremo essere indipendenti a livello di energia solo con produzione idroelettrica locale?
“Bisognerebbe rivolgere questa domanda a chi ha l’incarico di approvvigionare il Cantone. Dal mio punto di vista credo che se tutte le centrali e tutta la produzione ticinese appartenesse ai ticinesi e fosse dedicata al mercato locale, andremmo vicini a una copertura o una certa autarchia. Il problema è che Ofima-Ofible non sono completamente in mani ticinesi, ma solo del 20%, per cui anche la produzione delle centrali è disponibile in modo limitato per il Cantone”.

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