
Il Ticino e gli altri Cantoni alpini devono promuovere della campagne di marketing con lo scopo di difendere i canoni d'acqua e la produzione idroelettrica locale.
Ne è convinto il deputato socialista Bruno Storni, che presenta una mozione al Governo in tal senso.
"L’apertura del mercato dell’energia elettrica nel 2009 ha portato nel nostro Paese nuove offerte di energia elettrica a costi inferiori all’idroelettrico costringendo le nostre aziende a vendere in parte a prezzi al di sotto dei costi di produzione" esordisce Storni nella sua mozione. "Se da una parte si sta correndo ai ripari (parziali) con il cosiddetto “premio di mercato” per l’idroelettrico previsto nella strategia energetica 2050 finanziato con una tassa di 0,2 cts/kWh sulla vendita di energia elettrica, dall’altra stanno crescendo le pressioni per tagliare sui canoni d’acqua per ridurre i costi di produzione."
"La definizione dell’importo dei canoni d’acqua è di competenza Federale vedi Legge Federale Utilizzazione Forze Idriche l’attuale importo di 110 Fr kW è valido fino al 2019" prosegue il deputato PS. "Pur essendo i costi di produzione dell’energia idroelettrica estremamente convenienti, siamo tra 4 e i 6 cts/kWh per generare energia di altissima qualità, flessibile e al 100% rinnovabile l’idroelettrico CH si trova in concorrenza con energia prodotta a 2-3 cts/kWh da vecchie centrali a carbone o a lignite fortemente inquinanti sia per le immissioni di CO2 che per altre immissioni di sostanze nocive per la salute come particolato, anidride solforosa, ossidi d’azoto, mercurio, ecc."
"Nel costo dell’idroelettrico i canoni d’acqua rappresentano solo circa 1.2 cts/kWh, poco se si considera che di fatto rappresentano il pagamento di sacrosanti diritti di sfruttamento delle acque o di intere valli, alla stessa stregua delle concessioni per lo sfruttamenti di altre risorse naturali, di demanio o altro" scrive ancora Storni. "Una situazione poco conosciuta dai consumatori per i quali l’approvvigionamento elettrico pur pagando attorno anche più di 20 cts/kWh pari a circa 4 volte il costo di produzione dell’idroelettrico, rappresenta una spesa marginale (4000 kWh/anno per economia domestica 800 Fr/anno), infatti di regola i consumatori purtroppo non hanno una percezione e conoscenza della provenienza dell’energia elettrica che consumano non essendo un bene facilmente identificabile o differenziabile per provenienza."
"Consumatori che però in generale sono sempre più sensibili alla qualità e sostenibilità dei vari beni di consumo che acquistano in merito ai quali ottengono regolari informazioni di regola di tipo promozionale (pubblicità) ma anche informativi, marchi di origine, ingredienti, carico ambientale, ecc" prosegue Storni. "Per l’energia elettrica al consumatore manca una conoscenza delle condizioni del mercato come pure della provenienza e tipologia dell’energia in particolare sull’alta qualità ecologica dell’idroelettrico Svizzero."
"Serve quindi, come per ogni altro prodotto in commercio sul libero mercato un’adeguata informazione o “pubblicità” che metta in risalto i particolari pregi dell’idroelettrico svizzero, anche in vista della prossima revisione della legge sui canoni d’acqua come pure di un eventuale completa liberalizzazione del mercato" sostiene il deputato PS. "I canoni d’acqua portano annualmente 55 milioni alle casse del nostro Cantone, a livello nazionale si arriva a oltre 500 milioni, come detto in precedenza non si tratta di una tassa tout court ma della concessione per lo sfruttamento di una risorsa energetica rinnovabile pregiata, i corsi d’acqua e valli che forniscono una grande offerta energetica (il 60% dei consumi CH) di alta qualità."
"In un’economia di mercato in condizioni non sempre eque e al limite della concorrenza sleale (vedi importazioni di elettricità da carbone) dobbiamo dotarci di nuovi mezzi per promuovere e difendere il nostro prodotto" sottolinea Storni. "In questo senso andrebbe promossa una vera e propria campagna di marketing (come si fa per altri prodotti CH) che faccia conoscere al consumatore che già ora può in parte scegliere, come pure al mondo politico ed al cittadino che eventualmente deciderà sui canoni d’acqua le peculiarità ambientali e il valore per l’economia dei cantoni alpini dell’idroelettrico svizzero."Con la sua mozione Storni chiede quindi "che il Cantone si faccia promotore (e partecipi al finanziamento) con la Conferenza dei Governi dei Cantoni Alpini e delle aziende produttrici di energia idroelettrica di campagne di marketing su tutto il territorio nazionale per informare e pubblicizzare l’energia idroelettrica Ticinese e Svizzera alfine di difendere i canoni d’acqua e la produzione idroelettrica locale."
Per il Partito SocialistaBruno Storni9 maggio 2017
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