
In una lettera inoltrata al Governo, il Municipio di Cevio esprime preoccupazione per le incertezze che investono la produzione idroelettrica in Ticino e in Svizzera, come pure l'annunciata riduzione del personale Ofima-Ofible, che comporteranno la perdita di posti di lavoro. Impieghi di vitale importanza per il comune valmaggese, che vanta essere il maggiore produttore di energia idroelettrica del Ticino con le sue tre centrali OFIMA (Cavergno, San Carlo Valle Bavona e Robiei).
L'Esecutivo esprime vicinanza e solidarietà ai quadri e alle maestranze delle Ofima e Ofible in questo periodo delicato, confidando che si possa riuscire a contenere al minimo le ripercussioni negative. E visto che la problematica riguarda da vicino il comune, l'Esecutivo chiede al Governo di essere direttamente coinvolto nelle relative trattative in atto tra gli enti e i partner interessati.
"Formuliamo l'auspicio che, prima di qualsiasi provvedimento che possa in qualche modo colpire dipendenti ed enti locali, si abbia a rammentare che quest'industria finora ha originato ingenti fortune. Vi sono quindi buoni motivi per ritenere che gli attuali problemi siano solo passeggeri e, di conseguenza, si abbiano a valutare tagli e risparmi con attenta ponderazione senza andare subito a penalizzare chi ha dato molto a questa causa" si legge nella missiva inviata al Governo.
L'Esecutivo aggiunge inoltre di non condividere il ventilato taglio dei canoni d'acqua, di cui il comune beneficia solo indirettamente e in modo marginale, ritenendo che "l'acqua resta in ogni caso una materia prima di sicuro valore che non può essere svenduta, con decisioni di parte e di comodo, in nome delle volubilità di un libero mercato che - chissà poi perché? - finisce sempre per penalizzare le realtà periferiche e più deboli".
Citando Confucio - "che stimolava ad accendere una candela invece di maledire l'oscurità"- l'Esecutivo di Cevio informa che ha deciso comunque di approfondire la possibilità di privilegiare l'uso dell'energia idroelettrica per il funzionamento delle strutture ed impianti comunali, compresa l'illuminazione pubblica. Grazie alla collaborazione con la Società elettrica Sopracenerina, e d'intesa con AET, è in atto la valutazione del prodotto "TI-Maggia", che consentirà all'utenza di approvvigionarsi in corrente elettrica, facendo capo esclusivamente alla produzione indigena. "Con un aumento minimo della bolletta elettrica, sarà così possibile sostenere in modo diretto e tangibile l'economia locale e l'industria idroelettrica ticinese".
Si tratta "di un rimedio di scarso peso", sottolinea l'Esecutivo, ma vuole essere "un modo concreto per contribuire ad attenuare le difficoltà del momento" e spera che "siano numerosi gli enti pubblici e privati, come pure i singoli cittadini" che decidano di dare la loro adesione "a questo prodotto tutto di marca Ticino".
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