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Ticino
“Identificata una possibile alternativa al Molino”
Foto CdT/Putzu
Foto CdT/Putzu
Redazione
5 anni fa
Lo ha affermato a Teleticino il sindaco di Lugano Borradori, contento dello svolgimento pacifico della manifestazione. Il Municipio della Città avrebbe trovato spazi alternativi da proporre agli autogestiti. Nel frattempo però i manifestanti hanno occupato l’ex stabile Vanoni

Pur non autorizzata, si è svolta pacificamente gran parte della manifestazione in Piazza Riforma a sostegno dell’autogestione luganese. Il timore di autorità politiche e di polizia era infatti che la manifestazione potesse degenerare in scontri. Intorno alle 18.30, è però giunta la notizia che alcuni manifestanti hanno occupato lo stabile, attualmente vuoto, dell’ex Istituto Vanoni. Quanto durerà questa occupazione e come si evolverà ancora non è dato sapere. Alle 18, prima di questi fatti, contento dell’assenza di incidenti durante la manifestazione, il sindaco Marco Borradori ha spiegato in diretta a Teleticino che si stanno aprendo nuove prospettive per il dialogo con gli autogestiti, ai quali potrebbe essere proposta una soluzione alternativa agli spazi dell’ex Macello. Resta ora da vedere se l’occupazione dell’ex Vanoni possa cambiare qualcosa.

“Sempre più chiaramente si sta delineando un’alternativa per l’autogestione”
“Il Municipio non è mai stato contrario all’autogestione”, ha premesso il sindaco di Lugano su Teleticino. “Se siamo però giunti alla decisione dello sgombero, non è per un capriccio, ma in ragione di due recenti manifestazioni degli autogestiti, degenerate anche nel ferimento di una giornalista e nell’imbrattamenti di muri. Ciò ha spinto il Municipio a prendere una decisione forte. Occorre però ricordare che, un paio di anni fa, era stato comunque deciso dal Consiglio comunale che all’interno degli spazi dell’ex Macello non ci sarebbe più stato posto per l’autogestione, in base al nuovo corso che si intende dare all’edificio. Vorrei però sottolineare un aspetto: ancora in queste settimane, nei confronti degli autogestiti, il Municipio ha comunque lanciato dei segnali di dialogo, distensivi. Dopo la decisione dello sgombero, abbiamo lavorato intensamente e si sta delineando in modo sempre più chiaro una possibile alternativa all’ex Macello da proporre agli autogestiti. Per avanzare questa proposta, dobbiamo però incontrarci con loro. In questo senso, sono contento che la manifestazione odierna non abbia avuto alcuna deriva: in caso contrario, difficilmente avremmo potuto continuare con un dialogo che è già difficile”.

Sgombero sempre possibile
La calma che ha contraddistinto la manifestazione può essere interpretata come un segno di pace da parte degli autogestiti, in favore anche di un dialogo con le autorità? E in questo senso lo sgombero è ancora un tema? “Che la manifestazione si sia svolta in modo pacifico è una premessa importante per un incontro fra le parti, necessario anche per potere discutere l’alternativa che abbiamo individuato. La nuova compagine municipale ha comunque riaffermato la bontà delle decisioni prese dalla precedente. In questo senso, lo sgombero è attuale e può essere effettuato, di per sé, in ogni momento. Tuttavia, abbiamo preferito non procedere ancora, perché eravamo in attesa di vedere come la manifestazione di oggi si sarebbe svolta. Inoltre, avendo comunque individuato una soluzione alternativa all’ex Macello, ci piacerebbe prima sottoporla agli autogestiti. Lo sgombero rimane una possibilità attuale, ma volentieri siamo ancora disposti a dialogare”.

Ancora bocche cucite sul luogo
In attesa di discussioni definitive in Municipio, Borradori non comunica ancora dove l’autogestione potrebbe presto insediarsi. “Ciò che posso dire, - chiosa il sindaco – è che questi spazi si trovano in una zona praticabile, raggiungibile coi mezzi pubblici e all’interno del territorio della Città. Rientrano quindi pienamente nei canoni della ragionevolezza. Il Municipio ha svolto un lavoro di ricerca piuttosto impegnato, nonché impegnativo”. L’annuncio della possibile localizzazione futura della casa degli autogestiti potrebbe arrivare nei prossimi giorni, sempre che l’occupazione dello stabile ex Vanoni non cambi le carte in tavola.

Sostenitori dell’autogestione di tutte le età
Teleticino ha anche raccolto le opinioni di alcuni partecipanti alla manifestazione. Presenti erano esponenti di tutte le età.

“Trovo scandaloso che una città come Lugano voglia annullare l’autogestione”, commenta un signore, che quando gli si chiede se non ci sia qualcosa da recriminare all’autogestione, risponde: “ci sono stati comportamenti diversi rispetto alla maggioranza, ma è normale che sia così. Qualche errore è stato commesso dai molinari, che magari hanno fatto un po’ troppo rumore qualche volta”.

“Il Molino è un’istanza culturale alternativa”, commenta una partecipante. “C’è tanta gente a cui non va bene la “Lugano da bere”, tanti giovani che hanno bisogno di un’alternativa, anche dal punto di vista economico”.

“Io sono una sessantottina e sono sempre stata a favore dell’autogestione”, spiega un’entusiasta signora. “Altre città ce l’hanno, non vedo perché Lugano non debba averne una”. Ma lo spirito del ’68 non è andato un po’ a perdersi nel tempo? “Le persone si sono perse, non lo spirito”.

Fra i partecipanti, anche chi sostiene l’apporto culturale del Molino. Presenti anche alcuni manifestanti da fuori cantone. “Io non conosco molto Lugano”, spiega una ragazza, “spero però che si possa riproporre la bellissima dinamica dell’autogestione in un altro posto. Se al Molino non va bene, sarebbe ideale trovare un posto più accogliente, dove si possa mantenere l’autogestione. È importante che i giovani abbiano dello spazio per potersi esprimere”.

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