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Ticino
IA nelle aziende, come usarla e come non subirla
© Shutterstock
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Redazione
3 anni fa
Sempre più aziende fanno uso dell’intelligenza artificiale nelle loro attività quotidiane, ma ci si interroga fin dove è lecito spingersi. Abbiamo parlato con un'azienda che ne fa uso regolare e un avvocato per capire quali sono i diritti dei lavoratori.

È stata fra le cause principali che hanno scatenato uno degli scioperi più importanti di sceneggiatori e attori a Hollywood. L'intelligenza artificiale è fonte di preoccupazione per alcuni, di interesse e curiosità per altri. E c'è chi inizia a farne uso applicandola alla propria attività professionale, magari anche solo per una parte dell'intero processo o per un preciso ambito. È il caso della HURACT, società con sede a Lugano, specializzata in consulenza e formazione per organizzazioni e specialisti delle risorse umane. Oltre a utilizzare l’IA, l’azienda istruisce altre imprese a farlo, ci spiega Roberto Bonanomi, Senior Trainer e Coach. “Per quanto riguarda il nostro utilizzo interno, la usiamo nella predisposizione dei nostri corsi, ad esempio per analisi di mercato e la formulazione di campagne di marketing. Per quanto riguarda la predisposizione dei nostri corsi che insegnano a utilizzare l'IA, la usiamo in cinque aree: la selezione del personale, gli iCharts analytics, la formulazione di presentazione efficacie nel public speaking, il coaching e la costruzione della leadership. In queste aree abbiamo cominciato a insegnare l'uso dell'IA”.

Un esempio

In pratica però cosa significa concretamente? Roberto Bonanomi ci fa un esempio: “Nella selezione del personale, quando facciamo nostri corsi, prima insegniamo il metodo scientifico, ossia spieghiamo in che modo strutturare il processo di selezione garantendo che tutte le pratiche (per esempio le domande all'intervistato) siano scientificamente correlate alle performance e alla soddisfazione del mondo del lavoro. Una volta inquadrato il modello di riferimento, possiamo usare l'IA per automatizzare parti di questo processo, ma solo all'interno di questo contesto. L'IA può essere utilizzata in modo etico, funzionale ed efficacie solo all'interno del metodo scientifico. Se non c'è il metodo scientifico, l'uso di IA per quello che riguarda il nostro settore è da evitare”.

L’inchiesta della NZZ am Sonntag

Una recente inchiesta della NZZ am Sonntag ha rivelato che la maggior parte delle aziende svizzere utilizza già programmi informatici per l'assunzione e la gestione del personale, senza che spesso i dipendenti se ne rendano conto, e il loro numero sta aumentando. Il tema potrebbe giungere presto in Parlamento: la consigliera nazionale socialista di San Gallo Barbara Gysi vuole presentare una mozione nell'imminente sessione invernale.

Come tutelare i dipendenti

In assenza di una base giuridica specifica, quali leggi già esistenti possono tutelare i dipendenti? Ci risponde l'avvocato Mauro Quadroni, specializzato nella consulenza legale e strategica sull'intelligenza artificiale. "Le regole del diritto del lavoro sono sempre valide e i principi sono gli stessi. Il lavoratore viene protetto da queste norme. Da settembre abbiamo inoltre la legge sulla protezione dei dati che obbliga, in caso di trattamento di dati, quindi anche con l'impiego di intelligenza artificiale, a fornire certi diritti al lavoratore". Ma è vero che l’IA porta nuove sfide e problemi. Quadroni fa l’esempio delle candidature ai posti di lavoro. “Da una parte permette di candidarsi in modo più facilmente in più posti di lavoro, dall'altro significa che il datore di lavoro riceve molte più candidature rispetto a prima. Bisogna trovare il modo di trovare il candidato giusto in questa marea di informazioni. Ma bisogna ancora imparare a come farlo senza danneggiare o andare contro i diritti dei candidati”.

Cosa possono fare i dipendenti

Candidati che rischiano di essere vittime di una mancanza di trasparenza. Come evitarlo? "Questa è una delle sfide pratiche che hanno i lavoratori: riuscire a informarsi, conoscere le problematiche e far valere i propri diritti. C'è un obbligo di comunicare quando viene utilizzata l'intelligenza artificiale. Ma c'è anche un bisogno esteso sia dal lavoratore che dal datore di lavoro di capire cosa sono queste tecnologie e informare quali sono i diritti da entrambe le parti. Vediamo più che mai un bisogno di supporto da parte di associazioni e sindacati che aiutano i dipendenti a capire quali sono i loro diritti e controllare che vengano rispettati”.