
Prestigioso riconoscimento per Dany Stauffacher, patron della rassegna di alta cucina “San Pellegrino Sapori Ticino”. Ieri, presso la Casa del vino a Morbio Inferioe, Ticinowine gli ha conferito il premio per essersi distinto nella promozione del vino ticinese. Un premio che ha colto di sorpresa lo stesso Schauffacher, emozionato per l'onore riconosciuto. "Sono sorpreso, ero uno dei pochi che non lo sapeva. Anche se in minima parte, ho provato ad aiutare il nostro Cantone e una categoria professionale al quale sono molto legato, i produtori di vino, che lavorano la terra del nostro Cantone. Noi tutti dovremmo ritornare a essere fieri del nostro territorio e della gente che vi lavora".
Tra le motivazioni dell'assegnazione del premio, il fatto che ha saputo abbinare il vino nostrano ai piatti dei più grandi chef del mondo...
"Sì, questo è ciò che mi rende particolarmente fiero. Il nostro vino è di altissimo livello, può competere con quelli di tutto il mondo. E non lo dico per sviolinare. Negli anni ho fatto numerose degustazioni di vini francesi, italiani, svizzeri...e il merlot del Ticino ne esce sempre alla grande. Da 40 anni mi occupo di vini Merlot e sono affascinato dalla passione dei produttori di vino, non solo del nostro paese, ma in generale. Non fanno solo un prodotto, sacrificano il loro bugdet per produrre un'etichetta ancora migliore. È come se sentissero una "missione" dentro. Per questo è importante far conoscere il loro lavoro".
Secondo la sua esperienza il vino ticinese è abbastanza conosciuto nel mondo?
"In Europa sì, ma c'è ancora del lavoro da fare. In Svizzera, quando organizzaziamo eventi di "San Pellegrino Sapori Ticino", i vini bianchi e rossi sono sempre ticinesi. È bello far conoscere i nostri prodotti locali, ma non ancora tutti conoscono queste eccellenze. Per questo è importante continuare a portare il vino fuori Cantone, senza comunque dimenticare di fare promozione in casa. Occorrebbe lavorare di più nelle carte dei vini dei ristoranti e seguire l'esempio di altre nazioni, dove i locali espongono i vini della regione. Da noi non è proprio così. Complice anche il fatto che l'Italia è vicina e produce molti vini di qualità. Si potrebbe lavorare di più. A questo proposito stiamo già facendo qualche riflessione per l'anno prossimo".
Può dirci qualcosa di più a proposito?
"Stiamo preparando una manifestazione che coinvolge i viticoltori ticinesi. Ci troviamo ancora in uno stadio embrionale, quindi per ora è ancora top secret".
Qual è invece il segreto per abbinare il vino a piatti prelibati?
"Quando si parla di vino è una questione di gusto personale. Ci sono regole facili come abbinare il rosso con le carni e il bianco con il pesce. Ma ci sono vini bianchi che permettono anche delle belle escursioni verso le carni, come il vitello. Ma come detto, è una questione soggettiva".
C'è un vino nostrano che predilige?
"Se si parla di vitigni, il merlot è quello che preferisco. Per quanto riguarda l'etichetta, non mi posso sbilanciare. Proprio in questo momento mi trovo al Palazzo dei Congressi a Lugano, dove è in corso la presentazione dell'annata 2016. Sono presenti 59 produttori. Se scegliessi una bottiglia, gli altri 58 si arrabbierebbero. Posso comunque dire che mi piace anche molto il Chardonnay bianco".
Qual è invece il rapporto dei ticinesi con il vino nostrano?
"Il vino è conosciuto, ma si potrebbe consumarne di più, sempre naturalmente guardando la salute. Per bere bene in Ticino non bisogna spendere cifre folli, ma naturalmente i costi di produzione sono più alti rispetto agli altri paesi. Dai 12 franchi si può già ottenere un buon vino, dai 24 franchi in sù è tutto buono. Se ogni ticinese bevesse al mese una bottiglia di vino nostrano, la produzione sarebbe venduta solo nel nostro Cantone. Con un piccolo sforzo si permetterebbe una buona base di vendita ai produttori".
Dal 13 al 23 settembre si svolgerà anche l'evento, da lei organizzato, di "Lugano Città del Gusto". E anche qui il vino sarà tra i protagonisti...Cosa ci aspetta?
"Sarà un evento a 360 gradi, in cui si potrà scoprire e degustare le eccellenze del nostro Cantone. Oltre al cibo e al vino, ci saranno anche birre e formaggi. E anche chi non è interessato al cibo, potrà scoprire tematiche interessanti. Ci sono molte conferenze dedicate alla salute, all'etica, ecc. Sono oltre 100 gli eventi in programma. Vi invito caldamente a visitare il sito, dove troverete tutte le informazioni necessarie".
Maggiori informazioni su www.luganocittadelgusto.ch
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