
Claudio Zali aveva definito Lugano il “villaggio gallico” che, in lotta contro il potere centrale, rifiutava di introdurre la tassa sul sacco. Ma alla fine la città sul Ceresio ha ceduto e si è adeguata entro il termine del 1 gennaio 2020. Ma in Ticino qualche comune che continua imperterrito a riempire sacchi neri c’è. All’appello, in base a una nostra ricerca, mancano Bioggio, Cademario, Paradiso e sei comuni della Verzasca.
In attesa dell'aggregazionePer questi ultimi va specificato che è stata concessa una proroga in vista dell’aggregazione. Come ci spiegano da Vogorno, infatti, sarebbe stato inutile creare sei differenti regolamenti per poi cestinarli dopo l’aggregazione che andrà in porto con le prossime Comunali. Quindi per la Verzasca si andrà al 2021.
Peggio per loroGli altri tre, invece, sono in ritardo colpevole. Giovanni Bernasconi, Capo della Sezione della protezione dell'aria, dell'acqua e del suolo, ci spiega che “questi comuni hanno intrapreso i passi necessari e di questo siamo contenti. È un peccato che non siano riusciti a introdurlo entro il primo gennaio”. Ma, avverte il funzionario cantonale, “questo rischia di ritorcersi contro di loro, i cittadini dei comuni confinanti potrebbero sfruttare questo ‘buco legislativo’. Speriamo che riescano a introdurlo al piu presto”.
Il comune della discordiaIl ritardo di Cademario trova spiegazione nel cataclisma politico che lo ha investito nel 2019. Così solo con le elezioni del maggio scorso il Municipio si è messo all’opera sul regolamento. “Non avendo fatto nulla prima”, ci spiega il municipale Pietro Righetti, “ci siamo trovati in notevole ritardo. Ma quantomeno riorganizzando il settore rifiuti riusciremo ad abbassare la tassa base”. A Cademario infatti, la tassa passerà da 230 franchi a 90, a cui si somma una tassa personale per i membri dell’economia domestica (attorno ai 20-25 franchi). Il nuovo sacco dovrebbe arrivare nelle case del comune malcantonese a marzo, quando saranno finalmente fabbricati. “Ci siamo rivolti al miglior offerente, ma essendo il miglior offerente siamo finiti in fondo alla lista d’attesa dopo molti altri comuni”, conclude Righetti.
Prossimamente a BioggioMa se fin qui abbiamo parlato di piccoli comuni, i ritardi di Bioggio e Paradiso sono di tutt’altra portata. Parliamo di oltre seimila ticinesi che ancora non sono costretti a pagare la tassa sul sacco. “Per decenni a Bioggio abbiamo avuto l’inceneritore, agli abitanti non fa impazzire dover pagare per lo smarltimento dei rifiuti”, racconta il sindaco di Bioggio, Eolo Alberti. “Comunque nonostante i ritardi non solo nostri, abbiamo fatto tutti i passi necessari e nei prossimi mesi dovremmo applicare il regolamento”.
A Paradiso si aspetta il saccoAnche a Paradiso le procedure d’adeguamento sono andate un po’ a rilento. “Sì, forse non siamo stati velocissimi”, ci dice il sindaco Ettore Vismara, “ma sa, la Legge federale sul principio di causalità è vecchia di decenni, è tutto il Ticino a essere in ritardo”. In ogni caso tra pareri di Mister Prezzi, Sezione enti locali e chi più ne ha più ne metta, anche Paradiso è quasi pronta. “Abbiamo tribolato non poco anche per trovare gli spazi per l’ecocentro”. Ora manca solo una cosa, i sacchi. “L’azienda a cui li abbiamo appaltati è sommersa di lavoro, dovremmo averli entro fine marzo”.
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