
"E dire che i Verdi l’avevano detto". Inizia così la dura presa di posizione odierna dei Verdi ticinesi contro BancaStato. La firma è un poker tutto ecologista: Michela Delcò Petralli, Greta Gysin, Sergio Savoia e Claudia Crivelli Barella. E ancora: "Ad inizio 2010 BancaStato decideva di acquisire Unicredit (Suisse) Bank SA (USB), 1 trasformata, dopo il passaggio di proprietà, in Axion SWISS Bank . Come si poteva prevedere l’acquisizione di Unicredit (Suisse) Bank SA, attiva nel private banking, ha concorso al maggior dissesto dei conti della nostra Banca cantonale". "Al di là del costo dell’operazione (57,5 milioni) e delle modalità di acquisto della banca privata - aggiungono i Verdi - la domanda è rimasta inalterata: la nostra Banca cantonale era in grado di gestire e far fruttare un’attività come quella del private banking di per sé rischiosissima? E ancora, i vantaggi valevano i rischi? Già le premesse all’acquisizione di USB non sembravano buone. Nessuna sinergia tra BancaStato e USB e nessuna acquisizione di competenze per l’attività di private banking in Ticino. I capitali in gestione 2,2 mia, tutti di provenienza estera, correvano il rischio di lasciare il nostro suolo a seguito dello scudo fiscale e delle altre pressioni fiscali dei paesi UE. Tutti rischi che il Consiglio di Stato e il Parlamento, sedotti dalle spiegazioni della dirigenza di BancaStato, ora in congedo di studio, non hanno voluto e saputo vedere. Anzi, per far spazio alle operazioni di private banking, si era addirittura modificata la legge istituente BancaStato". Ad una interrogazione dei Verdi (3.8.2010 n. 162.10) il Consiglio di Stato aveva risposto che "i rischi erano stati attentamente vagliati, e che l’analisi della clientela USB “complessivamente” era risultata positiva. Il Presidente della Banca, Fulvio Pelli, aveva assicurato popolo e autorità politiche sull’assoluta bontà dell’operazione e la redditività dell’acquisto". Ebbene, "questa tranquillità di giudizio i Verdi non l’avevano condivisa e bene hanno fatto. Leggendo la relazione d’esercizio 2010 di Axion SWISS Bank appare una situazione a dir poco preoccupante. L’utile lordo e l’utile netto sono in forte contrazione soprattutto a causa del rimpatrio dei “conti storici” in gestione della Banca dovuto alle varie amnistie fiscali. 1 Si noti che l’etimologia greca del nome evoca la capacità di portare a compimento gli obiettivi prefissati, e, quindi, l’equa performance. Nessun commento aggiuntivo!" "Tornati in patria i capitali - si legge ancora nella nota stampa - la crisi dei mercati finanziari ha fatto il resto e “Axion SWISS Bank chiude il dodicesimo esercizio (2010) con un utile lordo di 1.0 milioni di franchi, in contrazione rispetto all’esercizio precedente (5.1 milioni) in conseguenza dei costi straordinari collegati al processo di vendita della banca e delle minori commissioni riconducibili al rimpatrio di conti storici registrato in seguito alle varie amnistie fiscali. …Dopo congrui ammortamenti e stanziamenti e dopo le imposte, si evidenzia un utile di esercizio 2010 di 973 mila franchi, contro 3.38 milioni nel 2009”.(Relazione d’esercizio 2010 del CdA di Axion SWISS Bank). Per BancaStato niente ricavi ma tante spese: “Sul fronte dei costi, complice l’avvio di numerosi progetti strategici nell’ambito della nuova strategia Focus 2014 e l’acquisizione del controllo di Axion SWISS Bank SA, la Banca ha pure registrato degli aumenti. I costi d’esercizio sono ad esempio cresciuti del 5,2% a quota CHF 100,1 milioni. Ricavi netti sostanzialmente stabili e costi in aumento spiegano quindi la flessione dell’utile d’esercizio” (Rapporto annuale 2010 di BancaStato). Nel corso di questi ultimi dieci anni BancaStato è scivolata sempre più giù nella classifica stilata da Bilanz, raggiungendo il 22mo. posto (su 24) della graduatoria delle banche cantonali. I risultati d’esercizio di BancaStato, già oggetto di molte critiche, agg
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