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Ticino
I Verdi rubano voti al PS, l'UDC a Lega e PLR
I Verdi rubano voti al PS, l'UDC a Lega e PLR
I Verdi rubano voti al PS, l'UDC a Lega e PLR
Redazione
7 anni fa
Una ricerca dell'Università di Losanna ha pubblicato oggi i risultati di una ricerca sulle elezioni al Gran Consiglio ticinese del 2019

Pubblicate le analisi che spiegano l'ascesa di Verdi e UDC alle ultime elezioni cantonali. Lo ha annunciato oggi l'Università di Losanna che, in una nota, ha rilasciato i risultati di una ricerca sui flussi elettorali nell'elezione al Gran Consiglio ticinese dell'anno scorso. Tra le conclusioni più importanti dell'inchiesta la spiegazione del successo del partito ambientalista e dei democentristi: i due partiti infatti, si legge, avrebbero saputo intercettare maggiormente nuovi elettori e soprattutto erodere le basi elettorali dei partiti storici. Partiti storici che, sempre secondo la ricerca, sono arretrati proprio per la loro difficoltà nell'intercettare nuovi elettori, per esempio astensionisti e giovani alla prima votazione.

Un sesto dei liberali ha votato UDC, un terzo dei Verdi votava PS

I dati in merito sono chiari: circa metà degli elettori di Verdi e UDC nell'elezione 2019 aveva votato altri partiti nel 2015, o non aveva votato. Per l'UDC questi si dividono equamente: quasi metà dei nuovi voti, un quarto del totale, viene dal PLR, l'altra metà dai delusi della Lega. Il fatto interessante, riguardo il PLR, è che circa un sesto dei suoi elettori sarebbe "migrato" all'UDC dal 2015, certificando quindi un aumento di attrattività importante dell'UDC verso gli elettori liberali. Situazione simile per i verdi, che spinti dall'Onda Verde si sono però "limitati" ad intercettare voti in maniera massiccia dal loro alleato storico, il PS: un terzo infatti delle loro preferenze verrebbe da vecchi elettori socialisti. Per entrambi i partiti infine, come già accennato, importante la percentuale di votanti che nel 2015, per età o per scelta, non aveva votato: oltre il 15% in entrambi i casi.

I "senza intestazione" sono il secondo partito

Quasi il 20% dei votanti ha votato senza intestazione: se fosse un partito, la lista sarebbe il secondo movimento ticinese. In particolare la scelta senza intestazione è stata impiegata da molti elettori leghisti che hanno optato per una preferenza democentrista, ma questo slittamento a favore della lista "libera" sarebbe soprattutto dovuto ad un suo uso più ampio da parte dell’elettorato femminile, di votanti in età compresa tra i 18 e i 45 anni e di chi svolge un lavoro domestico non retribuito.

PS e PPD i più scelti dalle donne, "invecchiano" socialisti e UDC

Al di là dell'aumento nella scelta della lista senza intestazione, i partiti con maggior quota femminile sono PS e PPD.  Cala, forse sorprendentemente la percentuale femminile all'interno dei Verdi: dal 53 al 45%. Molte di più invece le elettrici UDC: quasi il 50%, con un aumento di 14 punti percentuali dal 2015. Gli elettori più anziani invece sceglierebbero sempre più marcatamente il voto socialista e democentrista. In entrambi i casi oltre il 40% dei votanti farebbe parte della categoria over 66. Erano rispettivamente il 25% e il 29% cinque anni fa.

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