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Elezioni cantonali 2023
I Verdi dicono sì alla lista di area
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
4 anni fa
Il comitato dei Verdi ha dato il suo sostegno alla lista con il PS e la società civile per correre al Consiglio di Stato. Ma solo se verrà approvata la formula 2-2-1: "Insieme per far crescere un progetto comune".

Sì alla creazione di una lista di area con il PS e società civile per le prossime elezioni al Consiglio di Stato. Il comitato dei Verdi, riunitosi ieri sera 31 agosto, ha dato il nullaosta all'alleanza. 

Mobilitare l'area progressista

La formula messa a punto insieme al PS, ricordiamo, prevede due candidature verdi, due socialiste e una della società civile. "Con questa formula si intende mobilitare l’area progressista nel suo insieme, coinvolgendo anche quella parte di società civile che pur non essendo affiliata a nessun partito, condivide i nostri valori e le nostre preoccupazioni", scrive il partito in una nota odierna, ricordando che nelle ultime elezioni federali in Ticino "l’insieme dei soli partiti progressisti ha raccolto il consenso di quasi il 30% dell’elettorato". 

Ora si attende la mossa del PS

Ora la palla passa al Partito socialista, la cui conferenza cantonale è prevista il prossimo 7 settembre. Un ritrovo aperto a tutti gli iscritti al Partito, che saranno chiamati ad esprimersi su due strategie elettorali: quella della direzione, ovvero una lista unica con 2 socialisti, 2 verdi e un rappresentante della società civile; e quella proposta dalla mozione Muschietti/Roncelli/Degiorgi, che chiede invece una lista con 3 socialisti e 2 verdi.

Per i Verdi lista comune solo con la formula 2-2-1

Il partito ecologista a tal proposito non ha nascosto le sue preferenze e ha chiarito i termini: "Se la conferenza cantonale PS di settimana prossima dovesse mettere in discussione la formula (ndr. quella della direzione, ovvero 2-2-1), verrebbero a mancare le condizioni di partenza uguali per costruire insieme un progetto comune per rafforzare l’area e il senso di una lista comune", ribadiscono i Verdi. "Significherebbe privilegiare gli interessi del singolo partito e tornare alle lotte di retroguardia, rinunciando al cambio di passo necessario per risolvere gli importanti problemi a cui è confrontato il Cantone come per esempio il carovita, la crisi energetica, l’emergenza climatica e la crescente disuguaglianza sociale".

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