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Ticino
I Verdi: delusi e contenti
I Verdi: delusi e contenti
I Verdi: delusi e contenti
Redazione
9 anni fa
Civica: "Una soluzione che non accontenta né docenti né allievi"; sicurezza alimentare: "Un sì che traccia la via."

In un comunicato stampa i Verdi del Ticino scrivono che il "sì" all'iniziativa cantonale della civica significa "un’ora di nozionismo che era meglio evitare". Si tratta di "una soluzione che non accontenta né docenti né allievi."

"Oggi i cittadini e le cittadine ticinesi hanno approvato l’inserimento di un’ora specifica per approfondire l’insegnamento della civica a scuola" scrivono i Verdi del Ticino in un comunicato. "Era uno scenario prevedibile visto il rischio di mal interpretare il tema e della martellante e fuorviante campagna che hanno fatto gli iniziativisti."

Le conseguenze di questa decisione sono quindi, a loro parere, "un maggiore carico di studio (già sufficientemente impegnativo) per gli alunni e una forzatura didattica per i docenti, che si sono battuti pressoché all’unisono a favore del No." E aggiungono: "Ancora una volta una parte della classe politica ha deciso di non ascoltare chi dovrà subire le scelte (ovvero i docenti) senza voler intraprendere la strada del coinvolgimento nella progettazione della scelta didattica scolastica."

I Verdi erano contrari a quest’iniziativa; "non perché contrari all’insegnamento della civica, bensì in quanto consapevoli che l’iniziativa proposta non rappresentava la metodologia più efficace per poterla insegnare." Lo studio della SUPSI citato dai promotori delineava, a loro parere una lacuna nell’insegnamento della materia, che rimaneva tuttavia "indivisibile da un progetto d’insegnamento interdisciplinare. Aspetto questo che è stato volutamente messo in disparte dal comitato per il "sì"."

Per quanto riguarda invece le votazioni federali i Verdi commentano così il "no" al decreto federale sul finanziamento supplementare dell'AVS mediante l'aumento dell'imposta sul valore aggiunto: "I problemi rimangono e non c’è più tempo." A loro parere, dopo 20 anni sarebbe ora di ripensare completamente al sistema pensionistico svizzero. "La riforma prevedeva degli aspetti sicuramente interessanti. I Verdi del Ticino, hanno sostenuto l’idea di rafforzare il primo pilastro, ma hanno comunque guardato con preoccupazione alle misure che hanno toccato in maniera importante le donne. "In quest’ottica riteniamo centrale trovare anche, al più presto, delle soluzioni per garantire la parità salariale tra i generi, oltre che a migliorare la conciliabilità tra lavoro e famiglia."

Tuttavia, quella proposta, era una riforma che "non aveva prospettiva a lungo termine e che sollevava perplessità nella mancanza di una visione chiara sulla previdenza del futuro." Fondamentale sarebbe quindi ora riflettere su uno stravolgimento totale del sistema pensionistico svizzero, per creare una soluzione che possa valere nel futuro. In questo contesto I Verdi ritengono necessario adattare il sistema di finanziamento delle rendite in un mondo del lavoro sempre maggiormente legato all’automazione e nel quale l’occupazione diventa sempre più rara e precaria. In questo senso è sicuramente auspicabile introdurre una tassazione dell’automatizzazione affinché gli essere umani possano condurre un’esistenza dignitosa."

E aggiungono che "uscendo dall’ottica dei tre pilastri, torna ancora in auge l’idea di un reddito di cittadinanza che permetterebbe di ovviare ai problemi sopraelencati. In alternativa sarà necessario riflettere sull’opportunità di un accorpamento tra i primi due pilastri, in modo da rendere la previdenza vecchiaia accessibile in maniera equa a tutte le cittadine e i cittadini indipendentemente dal loro grado di occupazione e al loro reale inserimento nel mercato del lavoro."

Nel comunicato, si esprimono poi sull'approvazione del decreto federale sulla sicurezza alimentare. "I Verdi del Ticino sono felici del risultato in votazione per questo articolo costituzionale legato alla sicurezza alimentare. Questo chiaro "sì" è una tappa importante per i Verdi e le loro iniziative in ambito alimentare. Da oggi la cosa fondamentale è che il tutto non rimanga solo una dichiarazione di intenti ma che trovi applicazione nella quotidianità della gente."

Questo "sì" è per Verdi un grande successo. L’iniziativa “Per derrate alimentari sane, prodotte nel rispetto dell’ambiente e in modo equo” sarà quindi la continuazione logica del voto odierno. "Votando "sì", la popolazione ha mostrato di voler sostenere un’agricoltura e un’industria alimentare sostenibile."

Questa nuovo articolo è quindi un passo nella giusta direzione. "Dà ulteriore linfa alle lotte che i Verdi da tempo stanno promuovendo per garantire sostenibilità anche in ambito alimentare (salvaguardia del territorio, trattati internazionali di commercio, processi produttivi,…)." Si tratta di una prima vittoria per un’iniziativa per degli alimenti sostenibili, "che dovrà essere assolutamente completata da tutta una serie di concetti assenti in questo contro-progetto, come per esempio la promozione di un’agricoltura regionale o il sostegno a importazioni di alimenti e prodotti commercializzati in maniera sostenibile."

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