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Ticino
I Verdi contro Mirante: "Al cadreghino a scapito dei più deboli"
I Verdi contro Mirante: "Al cadreghino a scapito dei più deboli"
I Verdi contro Mirante: "Al cadreghino a scapito dei più deboli"
Redazione
8 anni fa
Duro attacco degli ecologisti alla candidata PS al Governo: "Sul salario minimo sconfessa apertamente il suo partito"

Bordata dei Verdi del Ticino alla candidata PS al Consiglio di Stato Amalia Mirante. Gli ecologisti constatano "con sgomento" che per la candidata al Governo per il partito socialista "un salario di 19 franchi all'ora sia una soluzione praticabile per il Ticino". A detta dei Verdi si tratta di una scelta "indecifrabile" che "sconfessa pubblicamente le posizioni del suo partito, che di fatto ha sempre sostenuto di non accettare una soluzione inferiore a 20 franchi orari".

"Risulta evidente come la candidata socialista stia facendo la sua campagna elettorale, strizzando non uno, ma due occhi, agli ambienti economici - si legge in una presa di posizione dei Verdi -Purtroppo questo avviene a scapito delle fasce più deboli della popolazione: accettare un salario di 19.- franchi orari, che equivalgono circa a 2'800 franchi al mese netti, significa accettare che le persone che lavorano a tempo pieno abbiano una condizione di lavoro peggiore rispetto a chi è a beneficio di prestazioni sociali. Questo non è accettabile e non permetterebbe di raggiungere lo scopo costituzionale votato ed approvato dalla popolazione. Queste cifre non farebbero che istituzionalizzare lo statuto di working poor, tagliando fuori dal mercato del lavoro i residenti".

"Queste cifre e gli argomenti a sostengo sono quelli che sentiamo spesso da parte dei rappresentanti degli ambienti economici più contrari al salario minimo e che fino ad ora hanno fatto il possibile per impedire l’entrata in vigore di una legge d'applicazione ferma da 14 mesi nei cassetti commissionali - prosegue il comunicato stampa degli ecologisti - Approvare uno stipendio minimo di 2'800 franchi netti significa sdoganare ulteriormente la politica del dumping salariale e premiare quelle ditte che in Ticino vengono solo per sfruttare la manodopera a basso costo senza lasciare che le briciole alla popolazione residente".

I Verdi ribadiscono infine che un salario minimo sociale calcolato in maniera conforme a quanto indicato dal Tribunale federale ammonta ad almeno 21,50 franchi orari, pari a circa 3'860 franchi lordi mensili. "Questo è l'unico salario minimo veramente dignitoso che risolverebbe in buona parte il problema dei lavoratori poveri domiciliati in Ticino. I Verdi sono pronti a battersi affinché quanto votato dalla popolazione venga rispettato senza giochetti di prestigio e operazioni di marketing elettorale".

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