
L’interrogazione inoltrata da Matteo Pronzini al governo ticinese negli scorsi giorni nella quale accusa la clinica Sant.Anna di far svolgere agli infermieri attività che non rientrano nei loro compiti continua a far discutere (vedi suggeriti). Dopo la replica della stessa clinica secondo la quale "si vuole riportare il livello del servizio sanitario del Cantone a quello del Medioevo" (vedi suggeriti), questa volta sono I Verdi del Ticino a prendere posizione, sostenendo il deputato del MPS Matteo Pronzini.
In un comunicato diffuso nella serata di Lunedì i Verdi del Ticino (tramite la firma del Dott.med.Rolando Bardelli) spiegano che l'interrogazione "è necessaria per fare chiarezza e anche per rassicurare i pazienti ed i loro medici curanti che regolarmente ricorrono alle cure della clinica luganese".
Secondo il partito ecologista Pronzini avrebbe "espresso le sue considerazioni e le sue domande in modo chiaro e pacato". "Purtroppo lo stesso non si può dire della risposta del direttore di Sant’Anna Francesco Volonté - continua il comunicato - che a proposito dell’interrogazione ha preso posizione in modo stizzito e polemico. Accusa Pronzini di portare avanti una “crociata” contro la medicina ticinese assieme ai suoi “accoliti”, quando invece il deputato del MPS è attivo e presente proprio a difesa della sanità del nostro cantone. Tra gli “accoliti” che hanno sostenuto il Referendum sulla LEOC e l’iniziativa “Giù le mani dagli ospedali” figura anche il sottoscritto (Dott.med.Rolando Bardelli) che, in quanto medico di famiglia, tengo moltissimo alla qualità delle cure dei pazienti assieme ai Verdi del Ticino.
In conclusione I Verdi del Ticino spiegano di ritenere "fuorviante ed irrispettosa l’accusa di voler riportare il livello del servizio sanitario fornito nel Cantone a quello del Medio Evo”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

