
Qualche giorno fa la polizia cantonale ha diramato un avviso per mettere in guardia sull'ennesima truffa: una fantomatica “Swiss Police” emette false multe per eccesso di velocità, soprattutto nei confronti di cittadini italiani. Una delle vittime ha raccontato la sua disavventura alla Provincia di Varese, spiegando a suo avviso come agiscono i truffatori.
L'uomo ha ricevuto una multa di 367 euro per aver superato il limite consentito in un tratto autostradale che percorrere giornalmente per recarsi al lavoro in Ticino. “È questo che mi ha tratto in inganno all’inizio” spiega il varesino al portale. “Era verosimile che fossi transitato di lì, nel giorno e all’orario indicato, e che avessi superato il limite, perché in quel tratto si passa bruscamente da 100 chilometri orari ad 80”. Nel foglio erano inoltre indicati nome, cognome, tipo di macchina, numero di targa e codice fiscale del proprietario.
Insomma tanti dati coincidevano e veniva pure data la possibilità di richiedere la foto scattata al momento dell’infrazione. Eppure molte cose non tornavano. Il fatto, per esempio, che la lettera fosse scritta in inglese, anche un po’ improvvisato, e che arrivasse da un’inesistente Swiss Police. Ciò che ha destato maggiori sospetti è stata comunque la modalità di pagamento. Il versamento sarebbe dovuto avvenire su un conto corrente italiano, nominale, e non intestato all’ente preposto alla riscossione delle sanzioni. Messi insieme questi pezzi, l’uomo decide quindi di sporgere denuncia in Italia.
Secondo la vittima i truffatori si sono appostati in autostrada per qualche giorno, raccogliendo centinaia di numeri di targhe dei numerosi frontalieri che ogni giorno varcano il confine. “Ormai la privacy non esiste più. Grazie ai numeri di targa sono facilmente risaliti ai proprietari delle auto. Contando sulla veridicità di data e ora del passaggio da Mendrisio, in molti sono stati indotti a pagare”.
La polizia cantonale, ricordiamo, raccomanda di non fare alcun versamento e di recarsi al più presto al posto di polizia del luogo di residenza per sporgere denuncia.
“Nel foglio era indicato anche il nome e il cognome dell’intestatario del bonifico" aggiunge la vittima. "Spero lo rintraccino”.
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